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WaterLight: produrre energia elettrica dall'acqua salata
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WaterLight: produrre energia elettrica dall'acqua salata

Una tecnologia rivoluzionaria capace di portare energia elettrica a miliardi di persone nel mondo che non ne hanno accesso. Un progetto virtuoso e sostenibile che nasce dall’acqua salata.

Questa è la realtà che ha presentato la startup colombiana E-Dina con la sua invezione WaterLight, una lampada portatile alimentata ad acqua salata e capace di produrre energia elettrica a partire dalla risorsa più diffusa sul nostro pianeta.

In uno scenario mondiale dove nel prossimo futuro la richiesta di elettricità salirà di almeno il 70% nei prossimi vent’anni, è necessario avere innovazioni per sostituire i combustibili fossili che non sopravviveranno a questo secolo. Tecnologie come WaterLight illuminano la strada verso un possibile futuro a impatto zero sfruttando il pianeta senza danneggiarlo: la lampada portatile dimostra che si può trasformare mezzo litro di acqua salata in luce da usare per ben 45 giorni.

Come funziona questo sorprendente dispositivo? Con due tazze di acqua dell’oceano si fa partire la carica della lampada, attraverso un processo interno che separa il sale dall’acqua: gli elettroliti dell’acqua marina reagiscono con il magnesio. La carica è istantanea, a differenza di altre tecnologie come le batterie solari.

Oltre a diffondere luce, si può utilizzare anche per caricare uno smartphone o altri piccoli dispositivi elettronici attraverso una porta USB. Ulteriore fatto interessante, l’acqua di mare risultante dal processo di carica della lampada può essere utilizzata anche in seguito, per esempio in cucina.

WaterLight ha una vita media calcolata in circa 5.600 ore di utilizzo, dunque all’incirca tre anni: una volta esaurita può essere riutilizzata semplice contenitore o essere riciclata: sostenibilità massima.

Presentata negli scorsi mesi in via ufficiale, WaterLight adesso è oggetto di studio e presto potremo vedere la sua commercializzazione a livello capillare. Un prodotto che potrà cambiare letteralmente la vita quotidiana e la qualità del lavoro e dello studio in molte nazioni in via di sviluppo, andando a sostituire altri oggetti meno sicuri e più inquinanti.

Giacomo Lucarini