fbpx Le macchine Volanti! | Videogiochi per combattere i problemi mentali
Videogiochi per combattere i problemi mentali

Videogiochi per combattere i problemi mentali

Possono i videogame aiutare a gestire i disturbi psichiatrici? Se lo sono chiesti il direttore creativo della casa di produzione di videogiochi Ninja Theory, Tameem Antoniades, e lo psichiatra dell’Università di Cambridge Paul Fletcher. I due stanno collaborando al progetto di ricerca, ribattezzatto The Insight Project, ma già in passato hanno lavorato assieme alla realizzazione di Hellblade: Senua’s Sacrifice, un videogioco che ha ottenuto diversi riconoscimenti per la sua particolarissima rappresentazione dell'esperienza della psicosi. 

In occasione di quel primo progetto, Antoniades e Fletcher cominciarono a domandarsi se i videogiochi potessero essere usati anche per misurare e correggere il disagio mentale delle persone, e a tale scopo hanno iniziato lavorare a prototipi di giochi basati sui segnali biometrici. Ad esempio, la coppia di ricercatori ha creato un videogioco che simula la navigazione marittima e contemporaneamente misura le pulsazioni del cuore: all'aumentare della frequenza cardiaca, il mare si fa sempre più tempestoso, dunque per continuare a giocare è necessario che il giocatore si calmi e rallenti il proprio battito cardiaco, sintomo di uno stato di eccitazione e di ansia psicologica.

Il nuovo videogioco a cui Antoniades e Fletcher stanno lavorando avrà invece un approccio più scientifico e terapeutico, poiché verrà impiegato nel trattamento dei disturbi psichici veri e propri. L'obiettivo è anche quello di produrre un gioco commercialmente competitivo e socialmente desiderabile, di modo che non venga vissuto dai pazienti come una prescrizione nei percorsi terapeutici. L’idea di introdurre i videogiochi nei percorsi di cura delle persone con disturbo psichico non è certo nuova, ma in passato nessun prototipo è riuscito ad avere successo commerciale. Che sia questa la volta giusta?