fbpx Le macchine Volanti! | Uno psicologo artificiale per astronauti
Uno psicologo artificiale per astronauti

Uno psicologo artificiale per astronauti

Il mestiere dell’astronauta è uno dei più logoranti a livello fisico, ma non si può sottovalutare la stress psicologico a cui si è sottoposti. Non è un caso che grandi agenzie come la NASA abbiano a disposizione esperti che monitorano le condizioni psichiche delle persone nello spazio, sempre pronti a intervenire in caso di emergenze. Una soluzione che funziona bene, però, solo finché gli astronauti sono in orbita vicino alla Terra. In previsione di viaggi spaziali più lunghi si sta facendo strada l’idea di sviluppare altri strumenti di supporto, sempre funzionanti e presenti 24 ore su 24. Si tratta di intelligenze artificiali che possano aiutare gli astronauti sia per le questioni tecniche, sia per quanto riguarda invece il loro comportamento e la loro salute mentale.

È per questo motivo che la NASA sta lavorando con la startup australiana Akin: per sviluppare un’AI empatica e in grado di individuare eventuali difficoltà delle persone nello spazio. Già ora gli astronauti possono interfacciarsi con alcune intelligenze artificiali, che però sono totalmente prive di questa componente emotiva. In realtà sono già stati effettuati, o sono comunque in corso, i test su robot dotati di intelligenza artificiale e capaci di comprendere lo stato d’animo delle persone sulla base del modo di parlare e delle espressioni facciali. Henry the Helper è stato il capostipite, a cui si aggiungeranno col tempo Eva the Explorer and Anna the Assistant.

I dubbi di alcuni psicologi però rimangono e si focalizzano sull’effettiva capacità di un’intelligenza artificiale di capire il lato psicologico di parole o espressioni facciali degli astronauti e non soltanto di dedurli in base alla loro esperienza. Ma gli stessi specialisti ammettono che se queste AI verranno addestrate per entrare in contatto con un numero limitato di persone il loro intervento potrà essere molto più efficace.