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Un'app per la raccolta differenziata

Un'app per la raccolta differenziata

Organizzare una raccolta differenziata che sia efficace è già un’impresa in città di medie o grandi dimensioni, figurarsi quando si parla di megalopoli del calibro di Shanghai. Da inizio luglio, il centro cinese con 24 milioni di abitanti ha inaugurato un nuovo sistema per la suddivisione dei rifiuti che vedrà famiglie e imprese effettuare una spartizione in quattro diverse categorie.

Dividere tra il compostabile, il secco, i rifiuti tossici e quelli invece riciclabili non è una passeggiata anche per chi è abituato a fare la differenziata, mentre può essere davvero un ostacolo per chi è alle prime armi. E soprattutto chi sbaglia può andare incontro a delle multe salate. Per fortuna sono già state sviluppate delle soluzioni tecnologiche capaci di fugare qualsiasi tipo di dubbio.

Si tratta delle cosiddette mini-app legate ai rifiuti, ossia dei piccoli programmi inseriti all’interno di servizi molto più ampi che possono dare risposte mirate. Dentro applicazioni popolarissime come WeChat si potrà digitare una parola chiave e sapere in quale dei contenitori deve essere inserito il rifiuto. E in futuro, grazie alla image recognition, potrebbe essere aggiunta anche la funzione che permette di condividere una foto e di avere la risposta su come differenziare l’oggetto in questione.

Inevitabilmente sono già nate delle startup che si offrono di effettuare la suddivisione della spazzatura a tutti quei cittadini che non riescono o non vogliono farla in autonomia. Una delle tante aziende dell’impero di Alibaba mette a disposizione proprio uno di questi servizi porta a porta, tra i tanti offerti sulla app Alipay.

Ma l’impiego della tecnologia non è solo rivolto a facilitare la vita dei cittadini alle prese con le nuove regole. Può aiutare anche la stessa amministrazione a controllare che la differenziata sia effettuata nella maniera corretta. Ed ecco quindi che ogni sacchetto possiede un suo QR code, che ha lo scopo di tracciare la provenienza della spazzatura in maniera univoca, in modo da classificarla anche con maggior facilità quando arriva al centro di smistamento dei rifiuti.