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Una soluzione naturale per smaltire la plastica

Una soluzione naturale per smaltire la plastica

La sigla Pet è conosciuta da chiunque abbia guardato con un po’ d’attenzione una bottiglia d’acqua. Si tratta del polietilene tereftalato, una forma di plastica particolarmente difficile da degradare e quindi responsabile di buona parte dei rifiuti che inquinano il nostro pianeta. In natura sono già stati scoperti dei microrganismi capaci di distruggere gli anelli di carbonio e ossigeno di cui è costituito il Pet, rendendone però così impossibile il riciclo. 

Un importante impedimento che potrebbe essere superato grazie agli studi condotti da un gruppo di ricercatori francesi, che hanno individuato una potente soluzione naturale. È l’enzima chitinasi, capace di degradare la sostanza presente sulla superficie delle foglie, conosciuta proprio come chitina. La chitinasi può anche aggredire il Pet, mantenendo però le strutture ad anelli che possono così essere riassemblate per creare nuova plastica (si stima che da mille chilogrammi di Pet se ne possano ricavare più di 850 di materiale riutilizzabile).

L’operazione non è semplice. A causa dell’esistenza di due forme diverse di Pet, la plastica dev’essere portata a una più alta temperatura per degradare nel modo corretto. Ma affinché l’enzima possa lavorare è necessario modificarlo, in modo da creare una sua versione più stabile che renda al massimo anche a temperature elevate. I primi test hanno dimostrato come l’enzima modificato diminuisca notevolmente il tempo di degradazione della plastica. Ottimizzando ulteriormente il lavoro, questo potrebbe anche essere dimezzato, passando da 20 a 10 ore.