fbpx Le macchine Volanti! | Una scuola senza banchi, l'idea danese
Una scuola senza banchi, l'idea danese
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Una scuola senza banchi, l'idea danese

Mentre da noi il mondo della scuola si trova ancora alle prese con il tentativo di lasciarsi alle spalle l’adozione forzata della didattica a distanza, lavorando con la prospettiva di un passaggio graduale alla didattica digitale integrata, altrove c’è chi pensa a come reinventare il contesto educativo. È il caso della Frello School situata nella cittadina di Varde, vicina alla costa occidentale danese, che ci sta provando attraverso un approccio meritevole di attenzione poiché pone l’accento sull’importanza dello scenario in cui si attua lo scambio tra chi insegna e chi apprende, sull’organizzazione degli spazi in modo da favorire un’interazione il più possibile naturale.

Non aule, ma subject room per ogni materia
L’istituto accoglie circa 900 giovani studenti, pianificando le lezioni in quelle che vengono definite subject room: non le solite aule con banchi e cattedre rigorosamente separati, ma ambienti dedicati a una specifica materia o disciplina. Ce n’è ad esempio una per la geografia, con un enorme planisfero dipinto sulle pareti, e un’altra per la chimica, in cui spiccano gli elementi della tavola periodica.

Qualcosa di simile ai laboratori tradizionali, ma con la differenza che ogni area e i dettagli che la contraddistinguono sono ideati al fine di stimolare curiosità e creatività, spingendo l’alunno a una fruizione più spontanea e meno rigida di quanto lo circonda, incoraggiando ognuno a sviluppare le proprie attitudini personali anziché tendere a normalizzarle, in primo luogo abbattendo le barriere (fisiche e non solo) che lo dividono e distanziano dagli insegnanti. In questo modo, secondo il preside Morten Moeller Jensen, «gli allievi non avranno mai alcun dubbio a proposito di ciò che si apprestano a fare».

A rendere possibile la concretizzazione del progetto è stato un contributo economico pari a 12 milioni di euro a disposizione dell’amministrazione locale, da destinare all’ambito educativo. È stata riservata un’attenzione particolare al tema della sostenibilità, con l’architettura dell’edificio concepita per ospitare sezioni costruite mediante l’impiego di materiali come pietra e legno. Non mancano nemmeno giardini pensili dove l’attività di studio può essere svolta in modo meno austero rispetto a quanto comunemente avviene.

Così la Danimarca intende reinventare la scuola
La reale finalità dell’iniziativa è sperimentare un modello inedito, valutandone pro e contro che andranno a manifestarsi nel tempo, non certo nel breve periodo. C’è la volontà di mettere alla prova una nuova idea di scuola, con un’ottica lungimirante e ben sintetizzata nelle parole di Erik Buhl, sindaco di Varde: «È estremamente importante guardare avanti di 30 o 40 anni, anziché esclusivamente alla prossima scadenza elettorale; si tratta di qualcosa che ritengo dovremmo fare in ogni ambito del settore pubblico».

Cristiano Ghidotti