fbpx Le macchine Volanti! | Una ricarica lampo per l’auto elettrica
Una ricarica lampo per l’auto elettrica

Una ricarica lampo per l’auto elettrica

Tra i limiti più noti e difficili da aggirare delle auto elettriche c’è certamente il tempo di ricarica delle batterie, ancora troppo lungo per immaginare di fare il pieno di energia in una manciata di minuti, come accade con le auto a benzina o a diesel. La tecnologia di ricarica delle batterie sta però facendo progressi enormi e già oggi esistono colonnine ad alte prestazioni con un tempo di ricarica di 40 minuti, anche se utilizzabili solo con batterie di alta gamma e ad un prezzo troppo elevato per l'uso di massa. Per elettrificare l’intero sistema dei trasporti su gomma servono quindi batterie più economiche e che possano essere ricaricate più velocemente rispetto agli standard attuali.

Come osservato in un recente articolo pubblicato su Wired, la maggior parte della popolazione mondiale vive in appartamenti nei grandi centri abitati, il che significa che non è possibile installare in ogni abitazione una colonnina di ricarica ma sarà necessario predisporre delle vere e proprie stazioni di rifornimento, come quelle oggi in funzione per gli idrocarburi. Bisognerà poi risolvere il trade-off che esiste tra tempo di ricarica della batteria e sua durata: più la ricarica avviene velocemente, infatti, maggiore è la probabilità che la batteria si danneggi. Una soluzione in fase di studio prevede l’impiego di silicio per rendere più resistente la grafite utilizzata nelle tradizionali batterie agli ioni di litio o addirittura sostituirla del tutto, come nelle batterie XFC (extremely fast charging lithium-ion battery).

Queste ultime pare possano essere ricaricate per il 75% della loro capacità in soli 5 minuti, senza perdite di densità o danni al corpo della batteria. Ovviamente, tutte le innovazioni portate alla tecnologia delle batterie dalla chimica dei materiali e dalle nanotecnologie dovranno passare la prova della produzione di massa e della commercializzazione prima di poter essere davvero considerate “disruptive”. La ricerca, però, sta dando i suoi frutti ed è ora più chiaro quale sia il piano da attuare per favorire il passaggio all’auto elettrica: stazioni di rifornimento pubbliche e tempi di ricarica ridotti. Ce la faremo?