fbpx Le macchine Volanti! | Una missione europea per ripulire lo spazio
Una missione europea per ripulire lo spazio

Una missione europea per ripulire lo spazio

Si chiama space junk, “spazzatura spaziale”. È composta da satelliti in disuso, detriti di navicelle, frammenti di razzi spaziali. Rottami destinati a rimanere in orbita intorno alla Terra per migliaia di anni, ma che l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) vorrebbe cominciare a recuperare. Come? Con la missione ClearSpace-1, la prima di questo tipo per l’ESA. A guidare le operazioni sarà la start up svizzera ClearSpace, che con una speciale sonda intende agganciare un detrito spaziale delle dimensioni di una lavatrice e riportarlo all’interno dell’atmosfera dove, cadendo, dovrebbe bruciare consumandosi completamente.

Stando a quanto anticipato dalla rivista scientifica Science, l’ESA ha chiuso il contratto con ClearSpace a inizio dicembre e stabilito il 2025 quale anno di attuazione della missione. L’entità del detrito che sarà recuperato è a prima vista molto modesta, ma se la missione dovesse riuscire con successo potrebbe essere il primo tassello di una più vasta campagna di rimozione della spazzatura spaziale. Operazione che potrebbe presto diventare necessaria, dal momento che i detriti orbitali sono ormai così tanti da ostacolare il funzionamento dei nuovi satelliti e la riuscita delle future missioni spaziali.

Nei sessant’anni dell’era spaziale, sono stati effettuati ben 5.500 lanci per un totale di 23.000 detriti grossi almeno quanto un pompelmo, che oggi si stima fluttuino nell’orbita terrestre. I detriti più piccoli sono invece svariati milioni. Il pericolo è che i rifiuti di maggiori dimensioni vadano ad impattare i satelliti oggi in funzione, come è già successo in anni recenti. ClearSpace-1 costerà la bellezza di 100 milioni di euro, ma non è l’unica operazione di questo tipo in corso di realizzazione. Certo è che con costi di attuazione così proibitivi, una riflessione seria sulla sostenibilità delle tecnologie mandate in orbita e sulla creazione di nuovi rifiuti spaziali si rende quanto mai necessaria.