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Una legge per il riconoscimento facciale

Una legge per il riconoscimento facciale

Creare una cornice di regole per l’utilizzo del riconoscimento facciale è una delle sfide che la nostra società si sta ponendo. Ma in mancanza di un passo deciso da parte dei legislatori, a provare a smuovere la situazione sono direttamente i colossi della Silicon Valley, tra cui Amazon (produttrice del software Rekognition).

È stato proprio Jeff Bezos ad annunciare che la sua azienda inizierà a scrivere internamente delle norme di riferimento in materia, nella speranza che queste possano poi essere da spunto per il legislatore. Una mossa che potrebbe accelerare la creazione di un quadro normativo da parte di chi legifera. 

Finora a mobilitarsi sono state diverse città americane, che hanno però bandito l’utilizzo delle tecnologie di riconoscimento facciale dal proprio territorio. La prima era stata San Francisco, seguita successivamente da Oakland e Somerville in Massachusetts. Ma la preoccupazione riguarda anche Londra, dove le telecamere di sorveglianza si stanno moltiplicando.

Prima ancora delle singole città, a prendere l’iniziativa ci avevano pensato le organizzazioni che difendono le libertà degli individui. Tra le più attive c’è l’ACLU, che ormai da anni chiede una regolamentazione per limitare l’abuso di queste tecnologie. Il riconoscimento facciale riproduce infatti alcuni dei pregiudizi interni alla società, soprattutto in termini di minore accuratezza nell’identificare donne e persone appartenenti alle minoranze etniche.