fbpx Le macchine Volanti! | Una cyberminaccia su Tokyo 2020
Una cyberminaccia su Tokyo 2020

Una cyberminaccia su Tokyo 2020

La minaccia che incombe sulle Olimpiadi della prossima estate proviene dalla Russia. Il gruppo di hacker vicino a Mosca conosciuto come FancyBear o APT28, avrebbe già preso di mira 16 organizzazioni sportive e antidoping a livello mondiale: una mossa che preoccupa in vista della manifestazione di Tokyo 2020.

Tra gli strumenti di attacco più utilizzati sono stati individuati il phishing, il il furto di password o ancora l’uso di malware. Solo una parte degli attacchi sono comunque andati a buon fine, mentre tutti gli enti che hanno anche soltanto subito un tentativo di compromissione sono già stati messi in guardia dalla società che ha individuato le intrusioni.

L’analisi sottolinea che la tempistica della cyber offensiva non sembra per nulla casuale. Questa arriva infatti solamente a un mese dalla comunicazione da parte dell’Agenzia mondiale antidoping (Wada) che gli atleti russi potrebbero essere esclusi da Tokyo 2020, e anche dalle Olimpiadi invernali 2022, a causa di un presunto scandalo di doping di Stato.

Un’ipotesi rafforzata dal fatto che il gruppo di hacker russi è famoso per aver già compiuto attacchi simili in passato. Era accaduto nel 2018, quando durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Pyeongchang (Corea del Sud) erano stati mandati in tilt diversi router (senza però riuscire a impedire del tutto la diretta). Già in quella manifestazione era stato vietato ad alcuni sportivi russi di partecipare.

Ma ancora più clamoroso era stato l’attacco del 2016 ai server dell’Agenzia mondiale antidoping e di altre federazioni sportive, in cui erano stati svelati dettagli riservati su atleti di primissimo piano che avevano chiesto deroghe per assumere farmaci normalmente vietati. Un attacco che in quel caso coincideva temporalmente con l’accusa della Wada a laboratori russi di aver manipolato delle analisi antidoping.