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Una blockchain fermerà il traffico illegale di legname
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Una blockchain fermerà il traffico illegale di legname

Siamo soliti pensare alle blockchain come a registri distribuiti in grado di esprimere il loro potenziale all’interno dell’universo Fintech, supportando le transazioni economiche riconducibili alle piattaforme della finanza decentralizzata, abilitando la circolazione di criptovalute come Bitcoin e Dogecoin. La loro adozione può però tornare utile in ogni contesto in cui si manifesti l’esigenza di garantire una corretta raccolta, elaborazione e gestione dei dati: tra i molti impieghi, anche quelli a tutela dell’ambiente, persino per combattere il traffico illegale di legname e assicurare che il taglio degli alberi avvenga con le modalità più appropriate.

Blockchain e sostenibilità: due progetti per la filiera del legno
Lo testimoniano due diversi progetti messi in campo di recente da altrettante organizzazioni non governative, pressoché identici per l’obiettivo perseguito, seppur differenti per metodi di attuazione. Uno è quello lanciato dal Forest Stewardship Council, l’altro nasce invece dalla collaborazione tra Preferred by Nature e la startup iov42.

Il primo impiega una blockchain per certificare che la materia provenga da aree in cui il prelievo è effettuato tenendo conto dei criteri di sostenibilità, sia dal punto di vista dell’impatto diretto sull’ambiente sia per le specie animali che lo abitano. Fino a oggi lo si è fatto passando di mano in mano, lungo ogni nodo della filiera, documenti cartacei, per loro stessa natura facilmente alterabili, esponendoli così al rischio di contraffazione. Un registro distribuito e non falsificabile può essere la soluzione più adatta. L’avvio della fase pilota per condurre i test necessari è fissato per l’ottobre 2021.

Analogamente, la seconda iniziativa si concretizzerà con il lancio di Timber Chain, un servizio approntato in modo da consentire il monitoraggio in tempo reale dell’intera catena di fornitura, da parte degli addetti ai lavori e degli enti preposti al suo controllo.

Si immagini lo stesso approccio replicato in ogni contesto dell’industria e dell’economia dove sono previste la raccolta e la lavorazione di una qualsiasi materia prima. I potenziali benefici sono enormi, tali da contribuire a rendere più semplici la tracciabilità e l’individuazione di criticità che, spesso per ragioni di mero interesse economico, rimangono oggi colpevolmente ignorate o nell’ombra.

Cristiano Ghidotti