fbpx Le macchine Volanti! | Un vero occhio per l’intelligenza artificiale
Un vero occhio per l’intelligenza artificiale

Un vero occhio per l’intelligenza artificiale

È già stato ribattezzato “occhio artificiale”, e promette di rivoluzionare il settore della computer vision o machine vision technology, su cui si basa molta della ricerca attuale nel campo della robotica e dell’intelligenza artificiale, dalle auto a guida autonoma sino ai robot industriali ad alta precisione. Si tratta di un singolo chip messo a punto all’Institute of Photonics dell’Università di Vienna combinando un network neurale a minuscole componenti elettroniche sensibili alla luce. Il risultato, descritto in un recente articolo apparso su Nature, sarebbe un sistema capace di riconoscere ciò che sta visualizzando in pochi nanosecondi, dunque molto più velocemente dei sensori al momento in circolazione.

Gli attuali sistemi di intelligenza artificiale vocati al riconoscimento delle immagini richiedono infatti molto sforzo computazionale per funzionare al meglio, perché devono raccogliere e processare una grande quantità di dati, molti dei quali non necessari alla comprensione degli elementi presenti nel campo visivo. Tutto ciò rallenta il riconoscimento dell’immagine o dell’oggetto che il sistema ha di fronte. Il sensore “smart” progettato all’Università di Vienna cattura invece le immagini e le processa allo stesso tempo, senza convertirle in dati. In un certo senso imita il passaggio selettivo di informazioni dagli occhi al cervello che avviene negli esseri umani.

L’occhio artificiale rappresenta un grande balzo in avanti nelle potenzialità dell’intelligenza artificiale, dal momento che le sue applicazioni potrebbero essere tra le più svariate. I ricercatori dell’Institute of Photonics ci vanno però cauti e suggeriscono che c’è ancora molta ricerca da fare: al momento, il loro chip ospita ancora un numero insufficiente di rilevatori d’immagine per cimentarsi nella comprensione visuale di oggetti complessi, anche se è già in grado di discriminare con velocità e precisione impressionanti le lettere dell’alfabeto. Per compiti più complessi bisognerà aumentare le dimensioni del network neurale, ma è solo questione di tempo.