fbpx Un microrobot per combattere gli infarti
Un microrobot per combattere gli infarti

Un microrobot per combattere gli infarti

Nuovi progressi a metà strada tra la chirurgia di precisione e la robotica potrebbero rendere più facile intervenire su soggetti che sono stati colpiti da aneurismi o infarti cerebrali. Al MIT di Boston stanno infatti studiando un microrobot, o più precisamente un filo robotico, in grado di aiutare i chirurghi in alcune delicate operazioni.

 

Per salvare un paziente colpito da uno di questi attacchi, spesso si deve intervenire rapidamente all’interno dei vasi sanguigni del cervello per rimuovere un blocco o un coagulo. Al momento i chirurghi operano inserendo un filo che devono muovere manualmente e che li porta a essere anche esposti alle radiazioni generate dalle immagini prodotte attraverso i raggi X, indispensabili per guidarli nei loro interventi.

 

I ricercatori hanno così deciso di creare un filo che si piega con estrema facilità e dalla composizione molto complessa. Il cuore di nichel e titanio è ricoperto da una plastica al cui interno sono state inserite delle particelle magnetiche. Esternamente, il tutto è ricoperto da un gel che impedisce di danneggiare i vasi nei quali viene inserito.

 

Queste caratteristiche lo rendono molto più rapido e preciso; consentendogli, per esempio, di trasportare particolari medicinali nel punto esatto in cui è necessario utilizzarle, ma anche di impiegare un laser, incorporato nel filo stesso, che possa colpire internamente gli ostacoli che bloccano il corretto flusso sanguigno.

 

C’è un ulteriore aspetto positivo: il filo robotico può essere manovrato tra i vasi sanguigni con estrema facilità, sfruttando le proprietà magnetiche di alcuni macchinari. Questo non solo aumenta notevolmente l’accuratezza dello spostamento, ma permette anche di esporre il medico a un minor grado di radiazioni, presenti invece con l’utilizzo del filo tradizionale.