fbpx Le macchine Volanti! | Un laser contro le frodi alimentari: SafeFood
Un laser contro le frodi alimentari: SafeFood
--

Un laser contro le frodi alimentari: SafeFood

Le frodi che riguardano il cibo hanno un nuovo nemico grazie alla tecnologia: in particolare, le sofisticazioni alimentari avranno vita dura grazie a SafeFood, uno strumento realizzato dall’italiana ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile.

L’obiettivo è combattere i danni arrecati ai consumatori con sistemi come l’aggiunta di sostanze non permesse né comunicate in modo chiaro, per migliorare l’aspetto dei cibi o spacciarli per alimenti pregiati: SafeFood è un laser fotoacustico che permetterà a industrie alimentari e grandi catene di distribuzione di rintracciare elementi contaminanti prelevando una piccola quantità di prodotto.

La tecnologia alla base di questa importante innovazione è la spettroscopia, già attiva in campo medico, con un funzionamento basato su luce e suono. La luce del laser è modulata a una frequenza acustica che a contatto con il campione di cibo genera un’onda captata da un microfono.

SafeFood ha già attirato l’attenzione della comunità scientifica e industriale, e sulla rivista internazionale Sensors è stato pubblicato uno dei primi importanti risultati, ovvero il riconoscimento di zafferano adulterato. La produzione di questa spezia ha un sistema tecnico e dei costi particolari (il suo prezzo di mercato è circa 30.000 euro al chilo) e può capitare che venga venduto con aggiunte di coloranti o altre spezie gialle come la curcuma.

Il sistema di ENEA è riuscito a rilevare le sofisticazioni anche in caso di quantità relativamente basse di elementi estranei: nel caso dello zafferano, anche in campioni contaminati con concentrazioni di tartrazina e curcuma del 2%.

Sul fronte delle applicazioni pratiche, SafeFood è già in funzione in un’azienda italiana di apicoltura, dov’è utilizzato per il controllo della filiera del miele: il suo impiego è quello di rilevare l’eventuale presenza di pesticidi nel polline.

Le collaborazioni si stanno inoltre moltiplicando, con i ricercatori ENEA presenti con la loro tecnologia in un consorzio italiano di 31 imprese che opera nel settore dell’innovazione nell’industria agroalimentare, che rappresenta circa il 12% delle vendite del settore nazionale.

Giacomo Lucarini