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Un algoritmo contro il Coronavirus

Un algoritmo contro il Coronavirus

Anche nel caso dell’epidemia di Coronavirus, intelligenza artificiale e machine learning possono trasformarsi in utili risorse per monitorare da vicino la diffusione dell’infezione. Diversi studiosi stanno utilizzando gli algoritmi di ML per incrociare tra loro le informazioni che appaiono su social network, bollettini ufficiali, dati medici e notizie riportate dai media e analizzare così il trend dei contagi.

Un algoritmo, ribattezzato BlueDot e basato sull’intelligenza artificiale, ha per esempio individuato l’insorgere dell’epidemia già a fine dicembre, anticipando le prime comunicazioni ufficiali da parte del governo cinese. Il segreto è stato proprio la capacità di incrociare diverse informazioni ottenute da svariate fonti.

Un aspetto fondamentale nella lotta al Coronavirus è però capire quanto l’epidemia possa diffondersi al di fuori dei confini cinesi. Applicare AI e machine learning alle informazioni ottenute tramite social network diventa in questo caso più arduo, proprio per la mancanza di dati storici analoghi che possano aiutare nella creazione di modelli epidemiologici del genere.

A questo scopo, alcuni ricercatori hanno preso in esame dati come quelli relativi alla posizione degli smartphone o all’accesso ad app popolari in Cina, per esempio WeChat, per provare a capire come e quanto rapidamente si sia diffusa l’epidemia.

Ma sono state realizzate anche altre applicazioni interessanti. Una è la famosa mappa della Johns Hopkins University che visualizza in tempo reale il numero dei decessi e dei contagi, localizzandoli nel mondo. L’altra è un’app creata in Cina capace invece di mettere in allerta le persone che sono potenzialmente entrate in contatto con individui malati.