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Troppi giovani non hanno accesso al web
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Troppi giovani non hanno accesso al web

Per festeggiare il trentaduesimo compleanno del web, Tim Berners-Lee, che il WWW lo ha co-fondato insieme a Robert Caillau, ha pubblicato un suo scritto sottolineando che, nel post-Covid, avremo la possibilità di reinventare il nostro mondo e creare qualcosa di migliore. Affinché questo avvenga, tuttavia, è necessario che tanti giovani di questo pianeta abbiano accesso a Internet e ai suoi servizi. Stando a Berners-Lee “mentre parliamo di una generazione di nativi digitali, troppi giovani restano esclusi e incapaci di utilizzare il web per condividere i loro talenti e le loro idee”.

Lo scienziato continua: “Un terzo dei giovani non ha alcun accesso a Internet. Molti di più mancano dei dati, dispositivi e connessioni che gli servirebbero per ottenere il meglio dal web”. Berners-Lee sa bene quel che dice e spiega che, stando a Unicef, solo un terzo degli under-25, nel mondo, ha una connessione Internet domestica. A conti fatti, dunque, 2.2 miliardi di giovani non dispone di un accesso stabile alle risorse necessarie per imparare online, possibilità che ha aiutato molti altri a istruirsi nel corso della pandemia.

I dati di Unicef evidenziano che, sebbene circa metà del globo sia online, e circa il 70% dei ragazzi tra i 17 e i 25 anni ne faccia parte, molti altri loro coetanei non dispongono di questa preziosa risorsa che, da sola, potrebbe garantire loro un futuro migliore ed equiparabile a quello di tutti gli altri giovani. Ma, stando sempre a Berners-Lee, la soluzione c’è: con un investimento globale di circa 428 miliardi di dollari, nei prossimi dieci anni si riuscirà a garantire una connessione a banda larga a ogni abitante del pianeta. Occorre pensare in modo comunitario, ora più che mai, anche nel settore tecnologico.

Riccardo Meggiato