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Ti riconosco dal battito cardiaco

Ti riconosco dal battito cardiaco

Dimentichiamoci del volto o delle impronte digitali: nel giro di qualche anno potremmo essere riconosciuti sulla base del battito cardiaco. Il Pentagono si sta infatti concentrando su questo nuovo parametro biometrico per mettere a punto una tecnologia ancora più precisa e potenzialmente impossibile da ingannare. La Difesa americana ha già realizzato un primo prototipo, battezzato Jetson, che utilizza a questo scopo i raggi infrarossi. Normalmente il laser viene sfruttato per ricostruire il battito cardiaco sulla base dei flussi del sangue, ma in questo caso il suo utilizzo è differente e sfrutta la cosiddetta vibrometria laser, che è capace di distinguere impercettibili spostamenti dei capi di abbigliamento causati proprio dal battito del cuore.

Con questa tecnologia si può arrivare a riconoscere una persona anche a 200 metri di distanza, analizzandone il pattern cardiaco (che non è in alcun modo camuffabile o modificabile). Ma per poter usare questo sistema al di fuori dei test dovrà passare ancora molto tempo: per ora è stato infatti provato solo su individui completamente fermi e con laser che impiegavano fino a 30 secondi per concludere l’analisi. Nonostante questo, i tassi di riconoscimento sono stati molto elevati, con prospettive di ulteriori miglioramenti.

Quello del Pentagono non è l’unico progetto esistente che punta a sfruttare in maniera innovativa il battito cardiaco. Un professore dell’Università di New York sta lavorando a un sensore capace di rilevare l’attività del cuore fino a 20 metri di distanza, con un’accuratezza potenzialmente anche maggiore rispetto a quella ottenuta tramite riconoscimento facciale. 

La società canadese Nymi ha invece pensato di utilizzare l’attività cardiaca come strumento di identificazione, applicato alla sicurezza. Un sensore che viene portato al polso è così in grado di confermare l’identità di un individuo ancora più precisamente dell’impronta digitale. Un’applicazione innovativa che viene testata anche all’interno degli uffici britannici della banca Halifax.