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Tarassaco e riso per gli pneumatici eco-friendly
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Tarassaco e riso per gli pneumatici eco-friendly

Secondo il WWF, il 70% della gomma prodotta nel mondo finisce all’interno di pneumatici, componente essenziale per ogni tipologia di veicolo, dalle biciclette alle auto (incluse quelle elettriche), inevitabilmente soggetta a usura dovuta all’attrito generato dal rotolamento sul manto stradale, quindi destinata a sostituzione periodica. La provenienza del materiale è in gran parte vegetale, ottenuto dalla lavorazione del lattice ricavato da alcune piante collocate geograficamente per il 90% in India, Vietnam, Indonesia e nella Cina meridionale. Per far fronte a una richiesta del mercato in continua ascesa, l’industria ha via via riconvertito parte delle foreste presenti nelle regioni interessate, rendendole veri e propri siti per la coltivazione intensiva di questi alberi, sacrificando di conseguenza l’agricoltura locale e le specie animali autoctone. Ecco perché si manifesta la necessità di trovare un’alternativa valida e sostenibile.

L’industria di pneumatici sarà più sostenibile
Tra le idee al vaglio, una arriva dai laboratori di Continental, uno dei player più importanti del settore. Conti GreenConcept, questo il nome del copertone, è caratterizzato da una mescola eco-friendly, formata per il 35% da componenti rinnovabili, dunque a impatto zero o molto basso sull’ambiente: il tarassaco (dente di leone), un silicato derivante dal riso, oli e resine vegetali. Parte della quota rimanente, il 17%, proviene invece dal riciclo dell’acciaio, del nero di carbone e di altre risorse come il polietilene tereftalato delle bottiglie in plastica.

Il progetto fa poi leva su innovazioni inerenti al design, più precisamente su un’ottimizzazione di profilo e trama che caratterizzano il battistrada (a sua volta rigenerabile), in modo da ridurre il peso del 40% rispetto alla norma. A beneficiarne sono anche la manovrabilità del veicolo, poiché la resistenza al rotolamento diminuisce del 25%, abbattendo i consumi, e il supporto alle tante funzionalità ormai presenti sui modelli di ultima generazione, in particolare quelle che impiegano sensori in grado di rilevare le condizioni della carreggiata, impostando di conseguenza lo stile di guida.

Sarà comunque necessario passare da ulteriori fasi di perfezionamento, test e collaudo, prima che l’idea possa concretamente trasformarsi in un prodotto da destinare al mercato. Non avverrà quindi a stretto giro, ma l’industria dei pneumatici è finalmente pronta a compiere un decisivo passo in avanti nella giusta direzione. Continental, dal canto suo, prevede di utilizzare solo materie prime sostenibili entro il 2050.

Per quanto riguarda raccolta e smaltimento di quelli giunti al termine del ciclo vitale, in Italia è in vigore dal 2011 il Regolamento PFU che ne stabilisce le esatte modalità.

Cristiano Ghidotti