fbpx Le macchine Volanti! | Sviluppati i primi smartphone stampabili e riciclabili
Sviluppati i primi smartphone stampabili e riciclabili
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Sviluppati i primi smartphone stampabili e riciclabili

Ogni anno, solo negli Stati Uniti, vengono dismessi come rifiuti oltre 150 milioni di apparecchi elettronici, di cui solo il 10% viene riciclato. In alternativa, vengono accumulati in garage e cantine dove, a livello mondiale, ne vengono depositati oltre 400 milioni, in attesa, di solito, di venire comunque gettati nella spazzatura. Lo smaltimento di apparecchi elettronici, insomma, è grosso un problema per l’ambiente, specie perché contengono diversi materiali molto inquinanti e ben poco riutilizzabili.

È per questo che si guarda con interesse a una scoperta fatta, di recente, da alcuni scienziati della Duke University: inchiostri di carbonio che, sfruttando la stampa in 3D, possono essere utilizzati per costruire circuiti elettronici. In particolare, grazie al progetto del team capitanato dal professor Aaron Franklin, docente di ingegneria elettrica e informatica della Duke, si possono stampare transistor utilizzando questi inchiostri totalmente ecologici. Si tratta, infatti, di inchiostri dielettrici derivati dal legno, in pratica una speciale nanocellulosa ottenibile cospargendo di sale da cucina delle minuscole fibre di legno.

La nanocellulosa, materiale già conosciuto e utilizzato da anni in settori come l’imballaggio, offre diverse proprietà pronte a rivoluzionare il mondo dell’elettronica. Oltre a derivare da processi ecologici, infatti, è biodegradabile, e quindi lo smaltimento dei vecchi apparecchi cessa di essere dannoso per l’ambiente. Senza contare che i circuiti realizzati con lo speciale inchiostro resistono all’usura. I test mostrano che dopo sei mesi di utilizzo non vi sono segni di alterazione dovuta al tempo e anche il contatto con acqua e sollecitazioni a forti pressioni non scalfiscono la tenuta dei circuiti. Franklin, riferendosi a questo nuovo utilizzo della nanocellulosa, è entusiasta: “Mentre la gente conosce da tempo le sue potenziali applicazioni come isolante nell'elettronica, nessuno aveva ancora capito come usarla in un inchiostro stampabile. Questa è una delle chiavi per rendere funzionali questi dispositivi completamente riciclabili”.

Riccardo Meggiato