fbpx Le macchine Volanti! | Sconfiggere la resistenza agli antibiotici con l’intelligenza artificiale
Sconfiggere la resistenza agli antibiotici con l’intelligenza artificiale

Sconfiggere la resistenza agli antibiotici con l’intelligenza artificiale

I batteri stanno diventando resistenti agli antibiotici al punto che, si stima, entro il 2050 ogni anno moriranno per via di infezioni non più trattabili con i farmaci convenzionali oltre 10 milioni di persone (oggi sono 700mila). Negli ultimi vent’anni, le varianti farmacologiche efficaci messe a punto dalle case farmaceutiche e dai centri di ricerca sono state pochissime, ma presto una mano nella lotta all’antibioticoresistenza potrebbe arrivare dall’intelligenza artificiale. A febbraio, un gruppo di ricercatori del MIT ha utilizzato un sistema di machine learning per sintetizzare un farmaco antibiotico completamente nuovo, non tossico ed efficace contro l’escherichia coli, uno tra i più comuni batteri che possono mettere a rischio la salute umana.

I risultati della loro ricerca sono stati pubblicati sulla rivista specializzata Cell e mostrano come l’algoritmo utilizzato nella sintesi del nuovo farmaco abbia combinato molecole e composti chimici secondo modalità in precedenza mai contemplate dai ricercatori umani. In sostanza, il sistema di machine learning non avrebbe soltanto elaborato un’enorme quantità di dati farmacologici, ma sarebbe anche riuscito a esplorare terreni di ricerca non ancora battuti. Sintetizzare composti chimici richiede infatti molto tempo e risorse, ragion per cui i ricercatori tendono a essere particolarmente selettivi e discriminanti nei composti che scelgono di combinare. L’algoritmo utilizzato nella ricerca avrebbe semplicemente ignorato questo tipo di considerazioni, lasciandosi guidare dalla sua più completa mancanza di pregiudizi e da un poderoso potere computazionale.

I ricercatori hanno descritto questo modo di procedere del loro algoritmo come “apprendimento agnostico”, poiché le decisioni e le conclusioni tratte dal sistema non sono viziate dai bias e dalle convinzioni che caratterizzano invece la normale prassi di ricerca degli scienziati umani. Secondo i ricercatori, però, il sistema non potrà mai condurre autonomamente i test in vitro e i trial clinici, che rimangono passaggi fondamentali per la sintesi di farmaci di provata efficacia. In futuro, per la lotta all’antibioticoresistenza ci sarà bisogno di entrambi: buoni scienziati e potenti algoritmi.