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Robot che possiedono il tatto

Robot che possiedono il tatto

Una delle capacità di cui i robot sono da sempre privi è la percezione del tatto. Ora però sono stati fatti importanti passi in avanti anche in questa direzione, grazie in particolare a una soluzione basata sulla luce messa a punto da ingegneri della Columbia University.

I ricercatori hanno realizzato un supporto tramite stampante 3D che ricorda la forma di un dito e lo hanno riempito di 30 sensori sensibili alla luce, posizionati accanto a 32 led e ricoprendo il tutto con un rivestimento superficiale. Quando il dito robotico viene toccato da un oggetto è modificata anche l’emissione della luce da parte dei led, un cambiamento percepito dai sensori. In questo modo è possibile localizzare con precisione il punto di contatto.

Esperimenti simili erano già stati condotti in passato, ma si basavano sulla traduzione di un contatto meccanico in un segnale elettrico: un dito coperto di elettrodi e contenente una soluzione salina permetteva di individuare il tocco di un oggetto e l’intensità, sulla base del cambiamento rilevato a livello elettrico. L’idea dalla Columbia University ha un livello di precisione molto più elevato, grazie alle informazioni ottenute attraverso i sensori sensibili alla luce.

Nonostante questo test rappresenti un importante passo avanti si è ancora molto distanti dalla commercializzazione di questi robot. Ci sono infatti ancora degli aspetti per i quali non si è trovata una soluzione. Uno di questi è la capacità di far memorizzare al dito artificiale i contatti avuti in precedenza. L’altra difficoltà è l’incapacità di percepire tutta un’altra serie di informazioni, come la temperatura o la tipologia di materiale toccato.

Ma l’aspetto più interessante di questa ricerca è che permette a un robot di acquisire una capacità umana come il tatto attraverso un’altra abilità, ossia quella della “visione” della luce. Una sorta di rimescolamento dal punto di vista dei sensi utilizzati che però apre interessanti scenari sulle potenzialità future di queste tecnologie.