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RoBee, il primo robot umanoide impegnato in impianti industriali e strutture medico sanitarie
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RoBee, il primo robot umanoide impegnato in impianti industriali e strutture medico sanitarie

Arriva dall’Italia, in particolare da Oversonic, azienda in seno al Polo Meccatronica di Rovereto, il primo robot umanoide pronto a sostituire operatori in carne e ossa, laddove ci siano rischi eccessivi per la loro incolumità. Si pensi, per esempio, a operatori sanitari a stretto contatto con pazienti affetti da malattie trasmissibili e operai al lavoro in pericolosi impianti industriali. In casi come questi RoBee, questo il nome del robot, è in grado di sostituire in tutto e per tutto l’essere umano, prodigandosi a eseguire le medesime operazioni in virtù della foggia e del comportamento da umanoide.

La fisionomia da umanoide, del resto, non serve solo a poter riprodurre i movimenti di un essere umano, ma anche a migliorare il rapporto tra silicio e carne e ossa. Lo spiega Fabio Puglia, co-fondatore e presidente di Oversonic: “Il layout umanoide serve ad agevolare il rapporto quasi sociale tra l’uomo e la macchina. Attualmente le sue principali applicazioni sono nei settori industriale e medico-sanitario, ma le potenzialità sono molteplici”. E Puglia ci tiene a sottolineare la crescita del progetto anche in termini di risorse: “Il programma del nostro insediamento prevede, a tal proposito, un ampliamento del team: ricerchiamo in particolare ingegneri specializzati in ambito meccanico, elettronico e informatico”.

I margini di miglioramento di RoBee sono ampi, ma già allo stato attuale il robot fa presagire un utilizzo in pianta stabile nel breve termine. Merito delle oltre 40 articolazioni di cui è capace, tra cui quelle adibite ai movimenti delle braccia, che permettono tra le altre cose la presa sicura di oggetti . Il tutto accompagnato da una fitta rete di sensori che, combinati con un sistema di intelligenza artificiale, è in grado di riconoscere cose e individui. Non resta che attendere il lancio ufficiale di RoBee e prepararsi all’idea di vederlo indaffarato tra le corsie di un ospedale o appollaiato su una postazione di un qualche impianto industriale.

Riccardo Meggiato