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Realtà Virtuale: nasce Sofia, l’assistente virtuale empatica
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Realtà Virtuale: nasce Sofia, l’assistente virtuale empatica

La Realtà Virtuale è una delle tecnologie più promettenti per educare all’empatia e alle emozioni.

In pochi secondi indossiamo un visore e ci ritroviamo immersi in mondi lontani ma non solo, in prima persona vediamo le cose con occhi di altri, potenzialmente con culture, generi e identità diverse dalle nostre.

Numerosi studi psicologici evidenziano i possibili effetti positivi della VR sulla capacità di comprendere, condividere, sperimentare le emozioni altrui (“empatia”, Hoffman, 2001), motore di comportamenti a favore del prossimo.

Questa tecnologia ha il grande potere di stimolare diversi sensi (vista, udito, tatto se la strumentazione è particolarmente avanzata), coinvolgendo anche il cosiddetto senso di presenza, il quale riguarda la percezione di trovarci davvero in un determinato luogo nonostante il nostro corpo non si sia mai spostato.

Queste caratteristiche rendono la VR particolarmente adatta a dare vita ad avatar in grado di interagire con l’uomo sfruttando anche l’elaborazione del linguaggio naturale: nasce così Sofia, assistente virtuale della PMI innovativa Neosperience in grado di simulare molto accuratamente il nostro linguaggio del corpo, le espressioni facciali e i gesti. Un avatar capace di riconoscere, conversando, i tratti di personalità dell’utente e le emozioni che prova generando una risposta realistica, dinamica e personalizzata: un primo passo verso una tecnologia sempre più empatica e meno “fredda e distaccata”.

Anche se gli studi e le sperimentazioni a riguardo necessitano di ulteriori approfondimenti e sviluppi, possiamo affermare di avere tra le mani uno strumento con incredibili potenzialità in diversi campi applicativi come educazione, intrattenimento e informazione. Una vera e propria “macchina dell’empatia” (Milk, 2015) che speriamo sarà sempre più capace di diminuire pregiudizi e bias che ci portano a temere il diverso da noi.

Laura Fasano