fbpx Le macchine Volanti! | Piattaforme come Youtube vietano la monetizzazione dei contenuti che negano il cambiamento climatico
Piattaforme come Youtube vietano la monetizzazione dei contenuti che negano il cambiamento climatico
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Piattaforme come Youtube vietano la monetizzazione dei contenuti che negano il cambiamento climatico

I cambiamenti climatici corrono e tutti noi dobbiamo fare la nostra parte. L’informazione ha a riguardo un ruolo fondamentale, a esserne consapevoli anche i grandi colossi alcuni dei quali, come YouTube e Google, stanno decidendo di prendere provvedimenti coerenti con le loro annunciate politiche di sostenibilità.

YouTube vieta la monetizzazione dei video negazionisti del climate change
La nota piattaforma che permette la condivisione e visualizzazione di contenuti multimediali consente praticamente a tutti (salvo il rispetto della policy) di caricare video. Per alcuni utenti però questo è diventato un vero e proprio lavoro tanto che spesso si parla anche della professione di youtuber. Una delle fonti di guadagno arriva proprio dalla piattaforma che in certe condizioni remunera l’utente in base al numero di visualizzazioni raggiunte.

Alcuni canali della nota web tv riescono però a raggiungere dei numeri vertiginosi diffondendo notizie sulla crisi climatica che esperti e scienziati considerano molto spesso delle vere e proprie “bufale”. Partendo dalla constatazione che i cambiamenti climatici sono reali come sostengono ricercatori, climatologi ma anche la pressoché unanimità dei governi, YouTube ha preso la storica decisione per cui i contenuti video che negano il climate change non saranno calcolati nelle monetizzazioni. In poche parole non si potrà speculare attraverso contenuti sul negazionismo climatico.

Questa decisione è stata assunta anche a seguito delle proteste arrivate da parte degli inserzionisti che non volevano che proprie campagne pubblicitarie venissero associate a video su bufale negazioniste.

Nello stabilire tale nuova regola, hanno specificato da YouTube, tra le fonti autorevoli consultate, vi sono gli stessi esperti dell’IPCC dell’Onu, il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici.

Anche su Google stop alla monetizzazione in caso di contenuti negazionisti dei cambiamenti climatici
Quello di Youtube è solo il passo successivo adottato da Google per l’intero comparto del proprio ecosistema pubblicitario.  L’importante motore di ricerca infatti ha deciso di non consentire più la monetizzazione su qualsiasi  contenuto negazionista del surriscaldamento globale. Le nuove regole si inseriscono in un quadro più ampio della stessa piattaforma che già da due decenni vede il colosso impegnato in scelte sostenibili e di lotta ai cambiamenti climatici.

Letizia Palmisano