fbpx Le macchine Volanti! | Partire dal DNA per rendere l'archiviazione dei dati digitali più sostenibile
Partire dal DNA per rendere l'archiviazione dei dati digitali più sostenibile
--

Partire dal DNA per rendere l'archiviazione dei dati digitali più sostenibile

Ogni giorno nel mondo vengono prodotti circa 10 miliardi di dati digitali, tra cui foto, post social, email, ricerche, comunicazioni e tanto altro, consumando grandi quantità di risorse ed energia per la loro conservazione. La maggior parte dei dati è conservata in giganteschi data center che possono arrivare anche alla grandezza di più campi di calcio.

Così come i data center, anche il nostro DNA contiene innumerevoli informazioni ad alta densità mantenute con un consumo energetico praticamente pari a zero.

Proprio su questa idea si basa una nuova ricerca del MIT (Massachusetts Institute of Technology) che apre le porte a un'archiviazione dei dati più sostenibile grazie allo studio delle molecole che contengono il nostro DNA.

Non è sicuramente la prima volta che l’ingegneria biomedica attinge dal mondo della biologia e, in particolare, dal funzionamento del corpo umano (una “macchina” incredibilmente evoluta) per trovare nuove soluzioni ai problemi della nostra quotidianità e innovare diversi ambiti. Le caratteristiche del DNA lo rendono uno “strumento” per l’archiviazione di dati estremamente stabile, semplice da sintetizzare e in grado di occupare poco spazio: un exabyte (un miliardo di gigabytes) di dati starebbe comodamente nel palmo d'una mano.

In particolare, i ricercatori hanno sviluppato una tecnica per l’archiviazione e il recupero delle informazioni che potrebbe consentirci, in futuro, di conservare dati scrivendoli in forma di DNA: quest’ultimi sarebbero incapsulati in particelle di silice cui viene applicato il cosiddetto DNA barcoding, consentendo di estrarre con accuratezza singole immagini archiviate come sequenze di DNA.

Nonostante sia necessario ancora tempo per sperimentare l’utilizzo di questa tecnica per la conservazione dei dati e per superare il limite dei costi elevati, la strada verso i numerosi utilizzi di questo sviluppo tecnologico è già tracciata, ispirandosi a criteri di ottimizzazione e sostenibilità.

Laura Fasano