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Nipote inventa un traduttore vocale di Telegram per la nonna
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Nipote inventa un traduttore vocale di Telegram per la nonna

Mai come con la pandemia è stato chiaro quanto sia problematico mantenere i contatti tra diverse generazioni, ciascuna abituata ai propri mezzi di comunicazione. Conscio della difficoltà, lo spagnolo Manuel Lucio Dallo ha pensato di sviluppare un apparecchio in grado di stampare i messaggi testuali di Telegram e di convertire quelli vocali in testuali. Così da poter comunicare in modo istantaneo tra nonni e nipoti.

Visto lo scopo, Yayagram, questo il nome del progetto realizzato in pieno spirito fai-da-te, non poteva che avere la foggia di un apparecchio telefonico vecchia maniera. Non per prendersi gioco della nonna, fonte d’ispirazione e prima beneficiaria di Yayagram, ma proprio per sottolineare la connessione tra mondo digitale e analogico. Non a caso, “Yaya” è un modo affettuoso di dire “nonna” in castigliano, mentre “Gram” deriva, appunto, dal social network Telegram.

Come funziona? A mo’ di centralino telefonico anni ’50, si inserisce un jack audio nella presa corrispondente al destinatario desiderato e riconoscibile grazie a un’apposita etichetta, poi si tiene premuto un pulsante e si parla. Al rilascio, il vocale viene trasmesso al rispettivo account Telegram, cioè quello dell’utente “moderno”. Che, a questo punto, risponde con un messaggio di testo, prontamente stampato da Yayagram con una stampante termica, generando una sorta di scontrino con le parole desiderate.

Il dispositivo è stato realizzato sfruttando un sistema Raspberry Pi 4, il linguaggio di programmazione Python, un microfono USB di scarsa qualità e una stampante ricavata da un registratore di cassa. Per quanto concerne la scelta dell’app di messaggistica, è stata quasi obbligata: Telegram è il sistema più aperto e programmabile.

Yayagram funziona a meraviglia e la nonna di Manuel, 96enne, ha potuto comunicare con i propri cari senza che nessuno rinunciasse alla tecnologia preferita, rendendo meno pesanti i periodi di lockdown vissuti lontani gli uni dagli altri.

Riccardo Meggiato