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Niente paura: l’AI terminator non esiste

Niente paura: l’AI terminator non esiste

La principale paura che accompagna la rivoluzione dell’intelligenza artificiale è quella che le macchine possano un giorno raggiungere livelli di coscienza tali da sfuggire al controllo umano, e diventare loro stesse dominatrici del mondo. Secondo questa narrazione distopica, i robot renderanno l’uomo obsoleto o addirittura lo surclasseranno, ribellandosi alle leggi della società civile e conducendo la nostra specie all’estinzione. Sarà davvero così?

Il catastrofismo che inquadra l’avvento della rivoluzione artificiale è ben radicato nell’immaginario fantascientifico dominante. In 2001: Odissea nello spazio, il computer senziente che controlla il funzionamento di un'astronave interplanetaria si rivolta contro l'equipaggio in un atto di autoconservazione. In Terminator, un sistema di difesa informatica raggiunge l'autocoscienza e avvia una guerra nucleare che cancella buona parte dell'umanità. Questi scenari apocalittici riflettono però una grossolana incomprensione circa la traiettoria di sviluppo dell’intelligenza artificiale e i suoi rischi più prossimi e reali, come la crisi del mercato del lavoro, l’aumento delle disuguaglianze o il controllo di massa.

Come hanno scritto il neuroscienziato Anthony Zador e il computer scientist Yann LeCun su Scientific American, il rischio di una rivoluzione condotta dall’intelligenza artificiale è ampiamente sovrastimato, perché tendiamo a confondere l’intelligenza con l’impulso a raggiungere il dominio, quando in realtà è solo la capacità di acquisire e applicare conoscenze e abilità nel perseguimento di un obiettivo.

Da un punto di vista evolutivo, l’intelligenza è ciò che ci ha permesso di cooperare efficacemente, più che esercitare il dominio sui nostri simili. In natura, infatti, la propensione alla ricerca del potere sugli altri è più correlata al testosterone che all'intelligenza, e anche tra gli umani gli esemplari che cercano posizioni di potere sono raramente i più intelligenti. Non vi è dubbio che nei prossimi anni l'AI cambierà radicalmente la nostra concezione dell’intelligenza, ma i robot rimarranno comunque sotto il nostro controllo. Anche nel peggiore dei casi.