Nascere ai tempi di CRISPR

Nascere ai tempi di CRISPR

Prima vennero Lulu e Nana, le due gemelline cinesi “geneticamente modificate” con la tecnica CRISPR allo scopo di renderle immuni al contagio da HIV. A distanza di soli sette mesi – era novembre del 2018 quando Lulu e Nana vennero al mondo, con grande scalpore della comunità scientifica internazionale – dovrebbe nascere un terzo bambino con DNA alterato, sempre in Cina, e sempre per opera del professore dell’Università di Shenzhen He Jiankui.

L’annuncio era già stato dato dallo stesso He al secondo summit internazionale sull’editing genetico, tenutosi a Hong Kong in seguito alla nascita di Lulu e Nana per discutere le potenzialità e i dilemmi etici dell’ingegneria genetica applicata agli esseri umani. «C’è un’altra gravidanza in corso», dichiarò He in quell’occasione, prima di essere pesantemente accusato di mancanza di responsabilità e trasparenza dai colleghi presenti al summit, tanto da essere costretto ad abbandonare il congresso accompagnato dalla scorta. 

L’identità dei genitori del terzo bambino geneticamente modificato è stata mantenuta segreta dalle autorità cinesi, e le poche indiscrezioni sulla faccenda al momento disponibili sono merito dei bioeticisti William Hurlbut e Rosario Isasi, che da allora hanno seguito da vicino la vicenda mettendosi in contatto con lo stesso He. Quest’ultimo non ha più rilasciato alcun commento pubblico dallo scorso gennaio, quando le autorità cinesi lo hanno posto sotto investigazione. 

Come per Lulu e Nana, anche a questo terzo bambino è stato modificato il gene CCR5 nel tentativo di renderlo immune all’HIV, e non c’è motivo di sospettare che la gravidanza sia stata interrotta dopo lo scandalo mediatico e scientifico che ha investito He. Rimane tuttavia da chiarire se le autorità cinesi decideranno di mantenere segreta la nascita del bambino per non attirare nuove polemiche, o se decideranno al contrario di annunciarla al mondo intero come fece He con Lulu e Nana.