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L'intelligenza artificiale va a scuola, la prima studentessa virtuale è realtà
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L'intelligenza artificiale va a scuola, la prima studentessa virtuale è realtà

Sveglia, riservata, amante di letteratura e arte e iscritta al dipartimento di Informatica e Tecnologia dell’Università Tsinghua di Pechino. Hua Zhibing sembra una ragazza come tante, ma non lo è: nonostante scriva i suoi pensieri su Weibo, il social network più diffuso in Cina, Hua è una studentessa virtuale, la prima di questo tipo a fare la sua comparsa, perché regolata da un’intelligenza artificiale innovativa che promette di stupire.

Wudao 2.0 è il sistema di IA presentato alla Conferenza dell’accademia di Pechino per l’Intelligenza Artificiale all’inizio dell’estate del 2021: grazie al machine learning, settato su quasi duemila miliardi di parametri, Hua riesce con disinvoltura a simulare conversazioni, comprendere il contenuto di foto e immagini di vario tipo e anche scrivere poesie.

L’obiettivo dell’algoritmo alla base del sistema di apprendimento di Hua Zhibing è quello di permetterle di crescere e sviluppare una propria intelligenza in modo armonico: dopo una prima fase di test, lanciato attraverso una rete di supercomputer, ora la studentessa virtuale è chiamata a dimostrare di riuscire di imparare nozioni in ambito accademico in modo più veloce di una persona reale.

WuDao 2.0 è infatti al momento il modello di deep learning più grande del mondo e secondo Tang Jie, vice direttore dell’Accademia di intelligenza artificiale di Pechino e professore del dipartimento di Informatica e Tecnologia dell’Università Tsinghua: questo sistema ha superato gli standard di 1.600 miliardi di parametri settati dalla Switch Transformer sviluppata da Google.

Tang Jie, che è anche uno dei principali sviluppatori di Hua Zhibing, fa parte di un team di oltre 100 scienziati cinesi che si occupano di intelligenza artificiale, supportato da altre figure eminenti del mondo accademico e dell’industria, per continuare a migliorare l’algoritmo di apprendimento della studentessa virtuale e non appena possibile portarla verso nuovi orizzonti.

L’istruzione infatti, sebbene sia il focus primario in questa fase di sviluppo, non è l’unica preoccupazione degli scienziati che fanno parte del progetto.

Hua Zhibing ha iniziato al momento un livello di conoscenze di un bambino di sei anni, ma entro la metà del 2022 la previsione è quella di farle avere le capacità di un dodicenne medio cinese. La vera sfida sarà però quella di donarle un modo per padroneggiare un sistema di ragionamento e di interazione emotiva, in modo da favorire uno scambio attivo con i suoi colleghi studenti anche sul piano umano.

Nei prossimi anni, insomma, potremmo vedere delle novità decisive nello sviluppo dell’intelligenza artificiale proprio grazie a questa studentessa virtuale.

Giacomo Lucarini