fbpx Le macchine Volanti! | L’intelligenza artificiale che salva la vita
L’intelligenza artificiale che salva la vita

L’intelligenza artificiale che salva la vita

L’AI può davvero essere impiegata nei settori più disparati, ma forse quello di maggiore utilità riguarda la salvaguardia della vita delle persone. Una delle applicazioni più interessanti è stata progettata in Europa ed è utilizzata in Cina per individuare persone che stanno affrontando una profonda depressione, tale da far temere intenti suicidi, e intervenire per salvarle. A mettere a punto questa tecnologia è stato un esperto cinese di intelligenza artificiale della Libera Università di Amsterdam. Il sistema è in grado di scandagliare il popolare social network Weibo, una sorta di Twitter cinese, e individuare gli utenti a rischio.

In questo caso scatta l’allarme e i volontari del cosiddetto Tree Hole Rescue Team intervengono direttamente per prevenire gesti autolesionisti. Un lavoro capillare sul territorio che nell’arco di un anno e mezzo ha permesso di salvare almeno 700 persone in tutto il paese. La tecnologia va ad analizzare i cosiddetti tree hole, gli spazi in cui, sul social network, gli utenti condividono pensieri molto intimi. Ai singoli post vengono poi assegnati dei valori da uno a 10 in base alla gravità e all’urgenza della situazione. Un valore sotto il 6 di fatto si traduce in un non intervento da parte dei volontari.

Ma questa tecnologia deve affrontare non poche difficoltà. Prima di tutto, Weibo limita a 600 al giorno il numero di post che possono essere analizzati da strumenti automatici. Ciò significa che c’è la possibilità di concentrarsi solo su pochi casi in termini assoluti. Al di là degli ostacoli a livello tecnologico, ci sono anche da tenere in considerazione quelli di tipo umano. Non solo perché la capacità d’azione della squadra, composta da 600 persone per tutto il paese, è ovviamente limitata; ma anche perché, quando i volontari intervengono, devono spesso affrontare un atteggiamento scettico, se non ostile, da parte dei parenti della persona. Nonostante manchi ancora uno studio che certifichi l’affidabilità di questi strumenti, le potenzialità di un algoritmo in grado di riconoscere immediatamente i post che indicano uno stato d’animo a rischio sono innegabili.