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L’inarrestabile ascesa delle rinnovabili

L’inarrestabile ascesa delle rinnovabili

Il coronavirus verrà ricordato per gli effetti devastanti sulla società e sull’economia, ma negli USA ha fatto anche segnare una svolta storica per quanto riguarda la produzione di energia elettrica. Secondo i dati forniti dal dipartimento dell’Energia americano, dal 24 marzo in poi le fonti rinnovabili hanno stabilmente superato il carbone nella produzione di elettricità.

Va comunque precisato che la risorsa principale rimane il gas naturale, con una quota del 35%, seguito dal nucleare con il 23%. La somma di solare, eolico e idroelettrico soddisfa all’incirca un quarto del fabbisogno, contro il 16% assicurato dal carbone. L’emergenza Covid-19 non ha fatto altro che accelerare il processo, già in corso da tempo, di diminuzione del ricorso al carbone e parallelamente di crescita nell’utilizzo delle rinnovabili.

Non si tratta perciò di un ribaltamento momentaneo di questi mesi, ma di una direzione che verrà mantenuta nel corso di tutto il 2020. Stando alle previsioni a breve termine fatte dal dipartimento USA, nel 2021 ci sarà un modesto rimbalzo del carbone a discapito del gas naturale. Le rinnovabili cresceranno invece stabilmente (al netto delle incognite presentate da un mondo post-Covid).

Il crollo del ricorso al carbone avrà anche un positivo impatto sulla riduzione delle emissioni di CO2 già per l’anno in corso. Un diminuzione stimata in oltre il 10%. A contribuire sarà sicuramente il crollo del consumo di petrolio per il settore dei trasporti, ma il calo più consistente sarà legato al carbone, con un diminuzione del 23% dell’anidride carbonica prodotta dal suo impiego. È probabile che le emissioni tornino però ad aumentare quando si imboccherà la strada della ripresa economica.