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L’importanza dell’energia intercontinentale
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L’importanza dell’energia intercontinentale

Oggi la lotta al cambiamento climatico, per quanto intrapresa con progetti globali, si gioca a livello prettamente locale. Ogni Paese utilizza le energie rinnovabili più congeniali al proprio territorio e alle proprie possibilità, distribuendole alle periferie con impianti tradizionali. L’obiettivo, tuttavia, è gestire tutta l’energia su scala mondiale. Una “Internet dell’energia”, come propose il presidente cinese Xi Jinping ai paesi della NATO qualche anno fa. In questo modo, sarà possibile spostare, letteralmente, i surplus di energia da un paese all’altro, a seconda del fabbisogno e delle condizioni. L’eccesso di energia eolica prodotta in Olanda verrebbe convogliata verso il Regno Unito, per esempio, mentre quella solare italiana verso il Nord Europa.

Il tema, quindi, diventa quello di creare una rete elettrica globale, in gergo una super-grid: cavi lunghi migliaia di chilometri, per omogeneizzare la distribuzione energetica, spingere l’ecosostenibilità e calmierare i prezzi dell’energia. Un fattore, quest’ultimo, da tenere in debita considerazione: le proiezioni di spesa per rafforzare le tecnologie di distribuzione recitano almeno 14 trilioni di dollari entro il 2050. L’Unione Europea, ha avviato di recente un tavolo di lavoro specifico per la creazione proprio di una super-grid e lo stesso hanno fatto Stati Uniti e Cina. L’idea, infatti, è di creare reti continentali, da unire, infine, con sistemi sottomarini, per creare una super-grid unica e globale. Davvero qualcosa di molto simile a Internet. La via, del resto, è tracciata: già a dicembre 2020 la Cina ha completato un collegamento da 1560 chilometri, e 800 kilovolt, che collega le pianure tibetane, ricche di centrali eoliche e solari, alla zona centrale del paese.

È di questi giorni invece la notizia che Prysmian Group, azienda attiva nel settore dell’energia via cavo, ha siglato un accordo con la Turchia per creare due collegamenti sottomarini ad alta tensione. Uno tra Asia ed Europa, l’altro per attraversare il Golfo di Izmit, nella provincia turca di Kocaeli. Ambo i progetti saranno terminati entro il 2023: i lavori per un’energia sostenibile e globale sono iniziati e corrono spediti.

Riccardo Meggiato