fbpx Le macchine Volanti! | Le settimane più tristi secondo Twitter
Le settimane più tristi secondo Twitter

Le settimane più tristi secondo Twitter

I ricercatori impegnati a quantificare il grado di felicità generale analizzando i contenuti postati sui social network hanno già ribattezzato il periodo successivo al 26 maggio “le due settimane più tristi” della storia di Twitter. Ad assicurarlo sono due matematici dell’Università del Vermont, che sin dal 2008 tracciano il cosiddetto “sentiment” degli utenti di Twitter per mezzo di Hedonmeter, un software per l’analisi testuale quantitativa. In particolare, i due ricercatori si sono concentrati su un campione casuale del 10% dei tweet pubblicati ogni giorno, valutandoli parola per parola in base a un indice di positività o negatività. 

I risultati dell’indagine sono stati commentati in un recente articolo di Nature, che spiega come il software impiegato dai ricercatori per misurare l’indice di felicità sul social network funzioni comparando il linguaggio dei tweet con un database di 10mila termini comuni, il cui grado di positività o negatività è stato valutato da 50 persone su una scala di nove punti. In genere il software registra picchi positivi o negativi della durata di pochi giorni, ma a fine maggio è stato rilevato un crollo senza precedenti in corrispondenza del perdurante lockdown per il contenimento del Covid-19 e delle proteste del movimento “Black lives matter” in seguito all’omicidio di George Floyd a Minneapolis. 

Il precedente picco negativo era stato registrato da Hedonmeter in corrispondenza di un altro tragico evento, la sparatoria di massa a Las Vegas nel 2017, ma secondo i dati il crollo nell’indice di felicità su Twitter è stato questa volta molto più marcato. Non sono tuttavia mancate le critiche al loro studio: diversi ricercatori hanno infatti osservato che la popolazione di utenti di Twitter e l’utilizzo che viene fatto della piattaforma cambiano nel tempo, e dunque sono variabili che sbilanciano i confronti longitudinali. Altri studiosi hanno invece fatto notare che l’insoddisfazione può spingere le persone alla mobilitazione, come rilevato dallo stesso Hedonmeter su Twitter: il volume dei tweet nelle prime due settimane di giugno, infatti, è stato quasi il doppio rispetto a quanto registrato nel 2019.