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Le batterie di domani saranno sostenibili. La scienza studia come realizzarle in modo organico
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Le batterie di domani saranno sostenibili. La scienza studia come realizzarle in modo organico

Che sia arrivato il momento di salutare l’arrivo un nuovo tipo di batterie? I progressi in atto della scienza sul fronte delle energie rinnovabili potrebbero permetterci di ottenere energia attraverso molecole simili alle proteine del nostro corpo.

In poche parole, si potrà fornire energia ai dispositivi elettronici con lo stesso sistema con il quale si “alimentano” i nostri muscoli. Una pubblicazione tecnica su Nature, firmata da un team di ricercatori della Texas A&M University, presenta uno studio sull’utilizzo di amminoacidi organici per caricare batterie: quello che si ottiene è un oggetto capace di fornire energia, riciclabile e perfettamente sostenibile perché non contiene alcun tipo di metalli.

La batterie agli ioni di litio (comunemente chiamate Li-ion) sono allo stato attuale le dominatrici dello scenario tech, ma è vero che a livello ambientale hanno un impatto non indifferente per via dell’utilizzo di cobalto e per le difficoltà legate al loro smaltimento. In un mondo dove la transizione verso fonti di energia rinnovabili e sostenibili si fa sempre più netta e veloce, qualcosa deve cambiare anche per le batterie che tutti i giorni ci permettono di utilizzare i nostri device.

I ricercatori della Texas A&M University hanno dunque lavorato su un innovativo prototipo di batteria che utilizza molecole simili alle proteine del nostro organismo: sfruttando catene di polipeptidi polimerizzati hanno ottenuto un oggetto efficace per assicurare energia e in linea con la filosofia dell’economia circolare.

I risultati sono incoraggianti: attualmente, in linea con altri dispositivi in via di sviluppo, un ciclo di carica e scarica di questa nuova batteria è uguale a circa il 30% di quello delle Li-ion esistenti. Performance che non potranno che andare migliorando, e che possono rappresentare il volto del futuro dell’energia.

Giacomo Lucarini