fbpx Le macchine Volanti! | L’algoritmo che scova i pianeti
L’algoritmo che scova i pianeti

L’algoritmo che scova i pianeti

Osservazioni astronomiche, addio. Ora a scoprire i pianeti ci pensa direttamente il machine learning. Per la prima volta nella storia è stato infatti un algoritmo a confermare l’esistenza di 50 diversi corpi celesti sulla base dell’analisi di un enorme dataset di immagini riprese dai telescopi della Nasa. Il lavoro degli scienziati dell’Università di Warwick si è basato sulle informazioni raccolte prima dal telescopio Kepler e poi dal Tess, entrato in funzione nel 2018. Gli strumenti hanno acquisito informazioni sul passaggio dei pianeti davanti alle loro stelle e la conseguente variazione della luce che questo movimento provocava.

I ricercatori hanno così potuto addestrare un algoritmo utilizzando un dataset costituito da pianeti effettivamente esistenti e da altri falsi positivi, ossia rilevazioni ambigue che potevano far pensare alla presenza di un corpo celeste ma che in realtà non sono state confermate. Lo stesso algoritmo, completato l’addestramento, è stato messo all’opera su un insieme di dati mai analizzato prima. In questo modo sono stati individuati ben 50 pianeti molto diversi tra loro per dimensioni e per orbita. Nell’elenco figurano corpi grandi come Nettuno e piccoli come la nostra Terra che hanno dei tempi di rotazione attorno alle proprie stelle che oscillano tra uno e 200 giorni.

Il machine learning è già stato in passato utilizzato per la ricerca di pianeti, ma la grandezza della notizia sta nel fatto che è la prima occasione in cui l’algoritmo è servito per validarne l’esistenza con una percentuale di errore molto bassa, sotto l’1%. Gli scienziati ora si occuperanno di migliorare l’algoritmo, rendendolo sempre più rapido nella capacità di operare e diminuendo i margini di falsi positivi. L’obiettivo è utilizzare in maniera continuativa il machine learning per poter confermare la presenza di pianeti con procedure sempre più rapide e precise.