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L’AI diventa campione di poker

L’AI diventa campione di poker

L’intelligenza artificiale ha superato l’essere umano anche al tavolo da poker. Il programma sviluppato dalla Carnegie Mellon University, in collaborazione con Facebook, è riuscito a battere a Texas Hold’em due giocatori professionisti tra i più titolati al mondo. L’intelligenza artificiale, soprannominata Pluribus, è stata impegnata in ben 12 giorni di partite e oltre mille mani di gioco per testarne le capacità. 

Pluribus ha affrontato gli avversari in due diverse modalità: da una parte si è seduta – per modo di dire – a un tavolo in cui erano presenti altri cinque professionisti del poker. Nell’altro caso invece cinque diverse versioni dell’AI si sono sfidate tra loro in una partita che ha coinvolto anche un giocatore umano.

Dal punto di vista dei risultati, Pluribus è stata in grado di vincere una media di 5 dollari per ogni mano, con vincite orarie oltre i mille dollari. Una cifra che supera anche le aspettative di vittoria in denaro degli stessi professionisti del poker. Non è la prima volta che un’intelligenza artificiale riesce a superare i campioni del poker: era già successo nel 2015, ma allora si trattava di partite di Texas Hold’em testa a testa. Questo è stato il primo caso in cui è stato aumentato notevolmente il grado di complessità con un tavolo da sei giocatori.

Negli scorsi anni era già stato provato più volte come gli algoritmi possano battere giocatori in carne ed ossa a scacchi o a Go. Ma il risultato ottenuto a Texas Hold’em è ancora più importante, perché raggiunto in un gioco a cosiddetta “informazione imperfetta”, ossia dove l’intelligenza artificiale non può calcolare tutte le possibilità sul tavolo, perché una parte di queste viene nascosta dagli avversari. La AI, insomma, potrebbe anche aver imparato a bluffare.