fbpx Le macchine Volanti! | La scuola alle prese con il lockdown
La scuola alle prese con il lockdown

La scuola alle prese con il lockdown

Con un miliardo e mezzo di studenti a casa da scuola, e centinaia di milioni alle prese con l’educazione a distanza per via dell’emergenza Coronavirus, quello in corso può essere considerato il più imponente esperimento tecnologico e organizzativo nella storia dell’educazione: ha rivoluzionato tutto, dai modelli didattici tradizionali alle modalità di valutazione dell’apprendimento; se non addirittura il senso stesso della scuola e dell’insegnamento nel ventunesimo secolo.

Come osservato in un recente articolo pubblicato su Quartz, nel giro di pochi giorni molti istituti scolastici si sono attrezzati per continuare a erogare online almeno parte delle lezioni tradizionali, convertendo in formazione a distanza quanto fino a ieri avveniva in presenza, compresi i lavori di gruppo e le interrogazioni orali. L’emergenza sanitaria ha così accelerato la trasformazione dei modelli educativi costringendo dirigenti scolastici, insegnanti, genitori e studenti a trovare soluzioni alternative, a essere creativi e a collaborare per far sì che il sistema educativo nel suo complesso non collassi. Certo, i problemi da dirimere sono ancora molti e forse irrisolvibili, ma per ora l’esperimento ha mostrato come con l’aiuto e il sacrificio di tutti si possa fare educazione senza andare a scuola. Almeno per un paio di mesi.

Non mancano tuttavia i limiti di un modello educativo che ha subito un’improvvisa conversione. Limiti innanzitutto di accessibilità e digital divide: non tutti gli studenti hanno a disposizione gli strumenti, le competenze o semplicemente l’aiuto dei genitori per continuare a imparare e non restare indietro. Segnale di quanto la scuola non sia soltanto luogo di apprendimento, ma anche di socializzazione comunitaria e supporto per quanti partono da una condizione di svantaggio: aspetti che la tecnologia didattica non riesce a sopperire in maniera efficace. C’è poi il rischio che per molti studenti e insegnanti l’esperienza della formazione a distanza rimanga legata a quella decisamente spiacevole e frustrante del lockdown, decretandone un certo rifiuto quando l’emergenza sarà passata.