fbpx Le macchine Volanti! | La riscossa del lavoro umano
La riscossa del lavoro umano

La riscossa del lavoro umano

In un momento storico in cui generalmente si assiste a una crescente automazione del lavoro, può comunque accadere che avvenga il contrario. È il caso di Walmart: la catena ha infatti interrotto la collaborazione con la Bossa Nova Robotics che ormai da cinque anni era impegnata nello sviluppo e nell’utilizzo di robot tra gli scaffali dei supermercati, con il compito di realizzare l’inventario dei prodotti in autonomia.

Al momento si contano robot in 500 dei quasi 5 mila magazzini dell’azienda, dopo la loro introduzione a partire dal 2017. Ma stando alle dichiarazioni del CEO di Bossa Nova Robotics, il numero sarebbe dovuto raddoppiare nel corso del tempo. L’obiettivo dichiarato era di diminuire il costo del lavoro, aumentando le vendite grazie a un miglior controllo degli stock disponibilI. Un progetto che non verrà più portato avanti, anche se la catena non abbandonerà del tutto gli automi: quelli con il compito di pulire per terra rimarranno attivi.

All’origine della decisione c’è una serie di motivazioni. Innanzitutto, l’epidemia in corso ha fatto letteralmente esplodere il numero di ordini online. La catena ha così dovuto riorganizzare il lavoro internamente, portando i suoi dipendenti a passare molto più spesso in corsia per raccogliere i prodotti richiesti. Un fenomeno che ha evidenziato la capacità degli esseri umani di svolgere nel frattempo le attività di inventario con la stessa efficienza dei robot o di altri sistemi automatizzati.

Ma il mancato successo di questo esperimento non è attribuibile soltanto a ragioni logistiche o di distribuzione del carico di lavoro. Sembra infatti che lo stesso CEO di Walmart John Furner fosse tutt’altro che entusiasta dell’effetto anche solo visivo. Il numero uno della catena ha infatti ritenuto che i clienti, mentre erano impegnati a fare la spesa, non gradissero la presenza di robot nelle corsie dei supermercati.