fbpx Le macchine Volanti! | La raccolta differenziata ai tempi di Pompei
La raccolta differenziata ai tempi di Pompei

La raccolta differenziata ai tempi di Pompei

Chi pensa che la raccolta differenziata sia una novità degli ultimi decenni sbaglia di grosso. Al contrario, risale addirittura ai tempi dei romani, anche se in una forma piuttosto diversa da quella che conosciamo. A fornirci queste preziose indicazioni sono ancora una volta gli scavi archeologici di Pompei.

Un gruppo di ricercatori guidato dal professor Allison Emmerson ha scoperto che poco al di fuori della città veniva stipato materiale di scarto pronto per essere riutilizzato per altre costruzioni. Fino a poco fa, si credeva invece che queste pile di rifiuti si fossero create casualmente, in seguito a un terremoto avvenuto un paio di decenni prima dell’eruzione del Vesuvio che distrusse la città.

Ma poteva davvero crearsi un accumulo casuale di scarti, quasi una discarica a cielo aperto e abbandonata? Per arrivare alle sue conclusioni, il team di ricercatori ha realizzato una complessa analisi del suolo, comprendendo come i rifiuti venissero spostati all’interno e all’esterno della città. Studiando da vicino il terreno su cui erano state appoggiate le pile, gli studiosi hanno compreso come si trattasse di accumuli realizzati volutamente e finalizzati al riciclo degli stessi rifiuti.

È stato così possibile ricostruire muri che al loro interno contenevano frammenti di anfore o piastrelle mischiati a malta. Il tutto veniva poi ricoperto con uno strato finale di gesso che mascherava questo insieme di materiali. Già all’epoca c’era quindi una particolare sensibilità nei confronti dell’intera gestione del ciclo dei rifiuti, qualcosa che oggi sembra invece proprio mancare.