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La maschera smart che traduce in otto lingue

La maschera smart che traduce in otto lingue

Dall’inizio dell’emergenza Covid-19, le mascherine sono diventate un accessorio ormai ubiquo, diverse per fogge e colori. Ma il modello della startup giapponese Donut Robotics ha davvero qualcosa di speciale e spicca su tutti gli altri. Si tratta infatti di una maschera high-tech progettata per essere indossata sopra una mascherina facciale standard, con delle potenzialità uniche: permette infatti di trascrivere in tempo reale un testo dettato, amplificare la voce di chi la indossa o tradurne il parlato in ben otto lingue diverse.

Fatta interamente di plastica bianca e silicone, la mascherina intelligente della Donut Robotic ospita un microfono incorporato che la collega via Bluetooth all’apposita app (C-Face Smart mask) scaricabile in un qualsiasi smartphone. Il sistema riesce così a catturare e a registrare la voce di chi indossa la maschera fino a 10 metri di distanza dal cellulare su cui compare la traduzione istantanea, che è possibile ottenere in giapponese, cinese, coreano, vietnamita, indonesiano, inglese, spagnolo o francese.

Secondo quanto riportato dalla CNN, la Donut Robotics stava lavorando allo sviluppo di un sistema di traduzione per un robot chiamato Cinnamom, ma con il diffondersi della pandemia il progetto è stato accantonato in favore di un device che potesse essere indossato dagli esseri umani. Grazie ai finanziamenti raccolti con una doppia campagna di crowdfunding, gli sviluppatori della Donut hanno così adattato il loro software al formato mascherina, e contano di distribuire in Giappone la prima partita di 5-10mila device già a dicembre di quest’anno. Il prezzo? Tra i 40 e i 50 dollari, con un piccolo costo extra per il download dell’app collegata.

Si tratta di un risultato notevole per un’azienda giovane e nata in un garage di Fukoka, sul modello delle grandi startup statunitensi. Il software della Donut sfrutta un sistema di machine learning addestrato con l’aiuto di esperti di traduzione e linguisti: un fatto, questo, che a detta dei progettisti lo renderebbe più preciso di altri sistemi come Google API, che traducono le diverse lingue a partire dall’inglese.