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La Corea del Sud sperimenta un sistema di taxi aerei
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La Corea del Sud sperimenta un sistema di taxi aerei

In apparenza, un sistema per il controllo del traffico aereo urbano potrebbe sembrare una notizia di poco conto, ma quello che è stato da poco mostrato in azione in Corea del Sud ha la cifra della innovazione  rivoluzionaria. Riguarda, infatti, la gestione del traffico di veicoli aerei urbani (UAM), cioè mezzi di trasporto aereo agevoli e adatti a spostamenti brevi e al di sopra di tessuto urbano. Lo scopo, infatti, è di utilizzarli, entro il 2025, per il trasferimento di passeggeri da Seul all’aeroporto e viceversa.

In buona sostanza, si parla di veri e propri taxi aerei, capaci di ridurre di due terzi il tempo di percorrenza di uno dei più trafficati percorsi del Paese asiatico. Ciò che stupisce è, soprattutto, la tempistica dei lavori, visto che si parla di una messa in opera entro i prossimi quattro anni. E il vantaggio, come accennato, è soprattutto in termini di tempo: si passa da 60 a 20 minuti per i circa 40 Km di percorso, ed ecologici, visto che gli UAM risultano molto meno inquinanti di una strada trafficata.

“Ci aspettiamo che  gli UAM saranno uno dei mezzi di trasporto più utilizzati dai cittadini nella vita di ogni giorno”, racconta il ministro per i trasporti Noh Hyeong-ouk, “per questo è assolutamente importante che li testiamo in vari contesti”. E così ecco i primi test effettuati con un modello prodotto dalla tedesca Volocopter, nell’aeroporto Gimpo di Seul, per verificare controllo e gestione del mezzo.

Ci saranno poi le questioni commerciali, da affrontare. Al momento, la previsione è che un biglietto “aereo”, se così lo si può definire, avrà un costo iniziale di circa 90 euro. Più caro di un trasporto via terra, anche se il ministro prevede che per il 2035, col mercato più maturo e ricettivo a questo tipo di proposta, sarà di appena un quinto.

Riccardo Meggiato