fbpx Le macchine Volanti! | La birra è l’ultima vittima del cambiamento climatico
La birra è l’ultima vittima del cambiamento climatico

La birra è l’ultima vittima del cambiamento climatico

Il cambiamento climatico rappresenta un enorme rischio per il nostro ecosistema, impattando anche sugli alimenti che finiscono nei nostri piatti. E anche sulle bevande. La professoressa di Biochimica della North Carolina State University, Colleen Doherty, ha analizzato le conseguenze che ci potranno essere sulla birra e sul suo gusto.

L’elemento fondamentale è ancora una volta la variazione della temperatura che incide in maniera diretta sulla composizione a livello chimico dell’orzo, cereale alla base della produzione della birra. In questo processo un aspetto centrale è la modifica dell’ambiente in cui il cereale cresce: composizione del suolo, tasso di precipitazioni e presenza di insetti sono tutte variabili che condizionano la pianta.

Ma a subire un effetto ancora più evidente è il luppolo, il principale responsabile del gusto della birra stessa. Una temperatura differente può modificare in maniera determinante la sua struttura, incidendo quindi sul sapore che darà alla bevanda. Uno dei fenomeni più evidenti è quello delle notti calde, che hanno uno scarto sempre più ridotto rispetto al giorno. Lo sviluppo delle piante è collegato al calore percepito e per questa ragione prosegue anche durante le ore buie, in teoria più fredde. Una variazione del clima esterno, insomma, influenza la crescita della flora.

Un elemento da non dimenticare sono i meccanismi interni delle piante, stabiliti dai cosiddetti ritmi circadiani. Questi portano alla produzione in maniera naturale di composti che servono a tenere lontani batteri e parassiti, ma che allo stesso tempo sono responsabili indirettamente del sapore. Un cambiamento della temperatura modifica questi processi, con un profondo impatto sul gusto che lo stesso luppolo conferirà alla birra.