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Innovazione a stelle e strisce

Innovazione a stelle e strisce

Sul tavolo degli investimenti ci sono 765 milioni di dollari spalmati in cinque anni, per allestire in diversi angoli degli Stati Uniti una dozzina di centri ricerca dedicati esclusivamente allo studio dell’intelligenza artificiale e dell’informatica quantistica: due frontiere indiscusse e ormai imprescindibili della conoscenza scientifica. A darne l’annuncio è stata una nota della Casa Bianca, ripresa da molti organi di stampa internazionale tra i quali anche Science, che spiega come il progetto in questione vedrà la stretta collaborazione tra governo federale, università e tech-companies della Silicon Valley. È questa la ricetta targata USA per riaffermare la supremazia tecnologica internazionale, minacciata in anni recenti dall’ascesa cinese? Vedremo, per ora il progetto è tale solo nella carta, e il grosso del lavoro ancora di là da venire.

Sette centri dediti all’applicazione dell’IA in diversi settori avranno sede in altrettante università americane e riceveranno 20 milioni di dollari l’uno, a patto che il Congresso ratifichi la bozza definitiva del progetto. Ognuno si dedicherà a un aspetto specifico dell’intelligenza artificiale: il centro con sede all’Università dell’Oklahoma, ad esempio, si specializzerà nello studio dell’IA in ambito climatico e oceanografico. Altri cinque centri dedicati all’informatica quantistica verranno invece istituiti presso altrettanti laboratori del Dipartimento dell’Energia, con un budget da 125 milioni di dollari ciascuno: studieranno, tra gli altri, dei sistemi per testare i calcolatori quantistici e per proteggere internet da attacchi operati da supercomputer.

Sempre secondo Science, sono diversi anni che il Congresso statunitense cerca di potenziare gli investimenti in ricerca e sviluppo in questi due settori così strategici, dal momento che le tecnologie di intelligenza artificiale e i computer quantistici rappresentano due veri e propri asset nazionali. Il modello di compartecipazione del governo federale e delle tech-companies che va delineandosi negli Stati Uniti sembra mimare quanto è ormai consuetudine in Cina, dove molta ricerca tecnologica è programmata in funzione dell’interesse nazionale.