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Incidenti stradali: dal MIT l'intelligenza artificiale che li prevede
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Incidenti stradali: dal MIT l'intelligenza artificiale che li prevede

Si può pensare a un futuro senza incidenti stradali? Per i ricercatori del MIT la risposta è positiva. La sezione CSAIL (Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory) del Massachusetts Institute of Technology sta infatti lavorando a un modello di intelligenza artificiale capace di prevedere gli incidenti in precise zone urbane.

Il bilancio degli incidenti sulle strade, purtroppo, è sempre pesante. Ogni anno oltre un milione di persone perdono la vita e tra i 20 e i 50 milioni subiscono danni da lievi a gravi. Come se non bastassero i danni alle persone, c’è da considerare che gli incidenti stradali rappresentano anche un costo economico: quasi il 3% dell’intero PIL globale.

Durante la recente International Conference on Computer Vision, i ricercatori del MIT hanno illustrato una soluzione di intelligenza artificiale creata per prevedere con buona precisione gli incidenti che possono verificarsi su ogni singolo tratto di strada.

Il modello sviluppato dai ricercatori si basa sull’utilizzo dei dati GPS che arrivano dai satelliti, incrociati con le informazioni sugli incidenti avvenuti in passato e con i flussi di traffico locali. Il sistema di deep learning, messo a punto appositamente, utilizza infatti sia le immagini satellitari delle città, sia le traiettorie percorse dai veicoli. I comportamenti degli automobilisti (rilevati via GPS) generano informazioni complessive sul traffico, che triangolate con le immagini satellitari sulle strutture stradali permettono di rilevare le zone ad alto rischio.

Per ogni città presa in esame, l’IA ha realizzato una “mappa di pericolosità” che prevede incidenti stradali per ogni 10 metri quadrati delle singole strade: un’accuratezza elevata, mai registrata prima da tecnologie sperimentali di questo tipo.

Determinando la probabilità di sinistri, anche in assenza di dati storici, la IA può trovare quindi percorsi più sicuri per i conducenti, aiutare a progettare strade più adeguate, ma anche - per esempio - consentire alle compagnie assicurative auto di creare piani ad hoc in base ai percorsi dei propri clienti.

Giacomo Lucarini