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Il robot che scolpisce il marmo di Carrara
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Il robot che scolpisce il marmo di Carrara

Un’azienda toscana produttrice di automi, Robotor, ha creato un braccio robotico in grado di scolpire la pietra, proprio come uno scultore in carne e ossa. Da oltre due milioni e mezzo di anni l’uomo lavora la pietra: si tratta di un materiale da costruzione povero per case di uso comune e pregiato per templi e palazzi, utilizzata anche per il suo valore estetico, diventata materia privilegiata per opere d’arte e monumenti. Con il moltiplicarsi dei suo usi, nei secoli si sono via via raffinate le tecniche di lavorazione fino a renderle pressoché automatiche.

Il gruppo di lavoro dell’azienda specializzata in automi per la lavorazione di materiali come pietra, plastica e legno ha deciso di proseguire, in ottica industria 4.0, il lavoro che i grandi scultori italiani hanno iniziato molti anni fa. Sono infatti riusciti a riprodurre uno dei capolavori della storia dell'arte: Amore e psiche, il gruppo scultoreo che Antonio Canova ha impiegato cinque anni a completare.

Gli automi di Robotor sono composti da un braccio meccanico gestito da un software avanzato che, grazie a un algoritmo ingegnerizzato dal team, prima analizza il blocco di marmo grezzo, poi ne individua i punti dove inserire la scultura. Successivamente ne pianifica il flusso di lavoro e seleziona il tipo di utensile da utilizzare nelle diverse fasi, dalla sgrossatura alla finitura, riducendo gli sprechi di materiale, i costi di esercizio, i consumi energetici e i tempi di produzione.

La società con sede proprio a Carrara ha realizzato internamente il software per la programmazione dei robot per la fresatura a controllo numerico, che consente a tutti di utilizzare il robot senza l’aiuto di operatori esperti e partendo da una qualsiasi forma 3D, compresa la scansione di un’opera originale da riprodurre. Il sistema si auto-programma per lavorare in autonomia gestendo e controllando tutte le fasi. La gamma di questi robot permette di realizzare sculture fino a 4,5 metri di altezza e comprende tre versioni: M, L e XL.

Il risultato? Perfetto: è stato tanto affascinante da fare il giro del mondo, persino il New York Times ha paragonato questa soluzione ai maestri del passato.

Bernardo Mannelli