fbpx Le macchine Volanti! | Il futuro del lavoro d'ufficio? I microtask
Il futuro del lavoro d'ufficio? I microtask

Il futuro del lavoro d'ufficio? I microtask

Immaginatevi di scrollare la bacheca notizie dei social network quando, d’un tratto, compare un post che vi ricorda un lavoro che dovete ancora ultimare. A molti potrà sembrare un incubo, ma in certi contesti lavorativi della Silicon Valley è già realtà. Alcuni ricercatori di Microsoft hanno infatti messo a punto un’app basata su un algoritmo che analizza i lavori in corso nei software Office, estrae dei microtask da completare e tramite un plug-in ne fa comparire uno direttamente sul news feed dei nostri social network. Una volta sbrigato il micro-compito, l’algoritmo aggiorna in autonomia il file Office da cui è stato estrapolato.

Per ora questo modello organizzativo basato sui microtask e introdotto da Microsoft è ancora in fase di sperimentazione, ma stando a quanto riportato da Wired pare essere apprezzato dai lavoratori, che percepiscono se stessi come più produttivi e sentono di stare sprecando meno tempo nei luoghi di lavoro. L’iniziativa rientra nel più ampio approccio della “microproduttività”, che promette di rivoluzionare il lavoro d’ufficio riducendo l’impatto delle interruzioni tra un’attività e l’altra. Si stima che la nostra attenzione si sposti da una schermata del computer a quella successiva ogni 47 secondi e che ci vogliano mediamente quasi 25 minuti a riprendere un’attività da cui siamo stati distratti.

I ricercatori di Microsoft sono ora al lavoro per implementare il sistema di microtasking direttamente su Word, ed è probabile che la tecnologia progredirà rapidamente man mano che l’algoritmo diventerà più bravo a estrapolare i micro-compiti e a ricordarne il completamento. Al MIT, invece, hanno progettato un sistema analogo che sfrutta però le pause e i momenti trascorsi a scrollare il news feed per insegnare nuove parole, con una media di quattro al giorno. Facile immaginare che il sistema potrebbe essere impiegato anche per imparare una lingua straniera, sfruttando proprio i momenti di distrazione che di solito trascorriamo sui social media. Un modo divertente, se volete, di impiegare i ritagli di tempo delle nostre vite sempre più frammentate.