fbpx Le macchine Volanti! | Il dilemma vegetariano della carne da laboratorio
Il dilemma vegetariano della carne da laboratorio

Il dilemma vegetariano della carne da laboratorio

La carne di laboratorio – nota anche come “carne di coltura”, carne “sintetica”, in vitro, artificiale o coltivata – rappresenta una delle nuove frontiere dell’alimentazione umana, sempre più diffusa e vicina oramai a diventare la realtà quotidiana che ogni giorno finisce sui nostri piatti. Ma di cosa si tratta? In sostanza, è carne che non viene prodotta mediante l’allevamento di un animale vivo, ma è accresciuta in vitro attraverso un liquido di coltura appositamente messo a punto per la proliferazione dei tessuti. Da poche cellule si passa così a una bistecca vera e propria, certo succulenta anche se un po’ gommosa. Il processo produttivo della carne sintetica è oggi ancora troppo costoso, ma il prezzo sta scendendo rapidamente e potrebbe presto diventare competitivo.

Uno dei problemi legati all’accettazione pubblica della carne in provetta riguarda la posizione assunta da vegani e vegetariani: la carne sintetica può infatti potenzialmente porre fine agli allevamenti tradizionali per l’alimentazione umana, ma impiega comunque cellule prelevate da tessuti animali e soprattutto siero bovino fetale, che richiede giocoforza la soppressione di vacche in gestazione per poter essere raccolto e utilizzato. Come si comporteranno, allora, vegani e vegetariani quando la carne sintetica sarà sugli scaffali dei supermercati?

Ma se, per molti, la svolta vegana o vegetariana risponde al principio di non recare sofferenza ad altri esseri viventi, per altri poggia invece su ragioni strettamente ecologiste, poiché l’allevamento di animali per l’alimentazione umana rappresenta una delle principali cause del riscaldamento globale antropogenico. Altri ancora, più semplicemente, rifiutano una dieta carnivora per ragioni di gusto o di salute, essendo oramai provato come un consumo frequente di carne – soprattutto rossa – sia correlato a una maggiore insorgenza di malattie metaboliche e oncologiche. Sono dunque diverse le ragioni etiche per cui smettere di mangiare carne, decisamente più di quelle risolte dagli hamburger di laboratorio.