fbpx Le macchine Volanti! | Il cuore artificiale, la prima volta in Italia
Il cuore artificiale, la prima volta in Italia
--

Il cuore artificiale, la prima volta in Italia

La notizia arriva da Napoli e costituisce un’ennesima testimonianza di come l’innovazione sia in grado di salvare delle vite, letteralmente. L’équipe dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, guidata dal cardiochirurgo Ciro Maiello, ha impiantato un cuore artificiale in un soggetto in attesa di trapianto poiché affetto da una grave patologia, più nel dettaglio un’insufficienza cardiaca biventricolare all’ultimo stadio che si verifica quando il flusso del sangue non è sufficiente a irrorare in modo idoneo l’intero organismo.

A Napoli batte un cuore artificiale
È la prima volta che accade a livello commerciale, al di fuori del trial clinico battezzato PIVOTAL e avviato nel 2016, ancora in corso, che in tre anni circa ha visto otto degli undici pazienti coinvolti sopravvivere almeno sei mesi o, sempre entro questo lasso di tempo, fino al momento della disponibilità di un organo prelevato da un donatore.

Si tratta del dispositivo Aeson prodotto dalla francese Carmat, che nel dicembre 2020 ha ricevuto il marchio CE per l’impiego all’interno del territorio europeo. Stando a quanto si legge nella scheda sul sito ufficiale, si compone di tre parti: il cuore artificiale vero e proprio realizzato con materiali biocompatibili così da scongiurare il rischio di rigetto o infezioni, un apparecchio esterno da indossare in modo simile a un marsupio dal peso pari a quattro chilogrammi contenente un controller e due batterie necessarie all’alimentazione, l’unità HCC (Hospital Care Console) gestita dal personale medico per monitorarne il corretto funzionamento. Il costo complessivo si aggira intorno ai 150.000 euro. Questa la descrizione fornita.

Aeson è un dispositivo medico impiantabile pensato per rimpiazzare i ventricoli del cuore nei pazienti affetti da grave insufficienza cardiaca. È azionato da un sistema elettro-idraulico, con forma simile a quella naturale. Una volta connesso, replica l’azione dell’organo nativo, fornendo supporto meccanico all’apparato circolatorio e ripristinando il normale flusso del sangue in tutto il corpo.

Stando al report Global Public Health Burden of Heart Failure pubblicato nel 2017, l’insufficienza cardiaca è un problema sempre più diffuso e che interessa oltre 26 milioni di persone nel mondo, evolvendo fino allo stadio terminale nel 5% dei casi, nonostante i progressi effettuati in termini di prevenzione e terapia. Il numero dei donatori, circa 5.500 su base annuale, è di gran lunga inferiore rispetto a quello delle richieste.

Iniziative simili rappresentano anzitutto una speranza. Dopo il primo impianto di tipo commerciale avvenuto con successo nel capoluogo campano a fine luglio, ne è seguito uno in Germania, presso il Dipartimento di Chirurgia Cardiovascolare dell’UKSH (University Medical Center Schleswig-Holstein) di Kiel.

Cristiano Ghidotti