fbpx Le macchine Volanti! | I nuovi geni della matematica sono metà uomini e metà computer
I nuovi geni della matematica sono metà uomini e metà computer

I nuovi geni della matematica sono metà uomini e metà computer

I computer spiccano da sempre per velocità di calcolo, elaborazione e memorizzazione dei dati, ma mancano del pensiero induttivo e della capacità di ragionamento logico, che dalle stringhe di numeri e codici possono condurre alla formulazione di teoremi e proposizioni matematiche. Oggi i calcolatori elettronici vengono impiegati dai matematici di professione per sintetizzare enormi quantità di dati o per testare la validità di un loro nuovo enunciato teorico, ma fanno ancora difetto della creatività necessaria a un pensiero matematico autonomo. Ma le cose potrebbero presto cambiare.

In un recente articolo pubblicato su Quanta, si fa il punto sullo sviluppo di calcolatori in grado non solo di computare dati rapidamente, ma anche di interpretarli e di ricondurli a teorie di stampo matematico. Nel mondo sono infatti diversi i gruppi di ricerca impegnati nella progettazione di sistemi di intelligenza artificiale e machine learning che siano capaci un giorno di pensare matematicamente in autonomia, o quantomeno di lavorare assieme agli studiosi umani nella risoluzione dei problemi aperti. Al tempo stesso, alcuni matematici di professione disapprovano questo tipo di sistemi perché certi che i veri avanzamenti alle frontiere della loro disciplina possano venire solo da un’intelligenza divergente e intuitiva. In una sola parola: “umana”.

La ricerca tuttavia non si ferma. Al MIT hanno per esempio già sviluppato un sistema matematico autonomo capace di generare algoritmi crittografici – scritti solitamente da esperti in carne ed ossa – per la sicurezza delle transazioni su internet. Altri sistemi di intelligenza artificiale hanno aiutato i matematici a risolvere congetture fino a quel momento irrisolte, come il teorema dei quattro colori o il problema booleano delle terne pitagoriche. Con un effetto collaterale imprevisto, però: i risultati prodotti dalle macchine autonome richiedono il più delle volte tempi lunghissimi di verifica da parte dei matematici umani, che devono ripercorrere a ritroso la sterminata scia di calcoli. In sostanza, è spesso impossibile sapere se i computer hanno ragione oppure no. Che sia sufficiente avere fiducia?