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I nanomateriali biocompatibili in grado di rimuovere i metalli pesanti dalle acque
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I nanomateriali biocompatibili in grado di rimuovere i metalli pesanti dalle acque

Se vi chiedessimo di pensare a sistemi di sanificazione delle acque che immagine avreste? Probabilmente mastodontici invasi di convogliamento, grandi tubazioni e macchinari in continuo movimento. Tuttavia gli studi sui materiali e il costante sviluppo della tecnologia conducono a soluzioni ben diverse fino al miniaturizzare gli strumenti necessari alla bonifica delle acque.

La rivista ACS Applied Materials and Interfaces dell’American Chemical Society, a tal proposito, ha pubblicato uno studio - condotto da un gruppo di chimici (prof.ssa Tecla Gasperi, dott. Elia Roma) e fisici (dott.ssa Barbara Capone, dott. Pietro Corsi) del Dipartimento di Scienze dell’Università Roma Tre in partnership con il team del professor Erik Reimhult dell’Università BOKU di Vienna - intitolato “Theoretical and Experimental Design of Heavy Metal-Mopping Magnetic Nanoparticles“.

In sostanza, nanoparticelle magnetiche di ossido di ferro, ricoperte di un rivestimento polimerico biocompatibile, riescono a eliminare dall’acqua ioni provenienti da metalli pesanti. Il team di scienziati dell’Università Roma Tre è riuscito a sviluppare la sintesi delle macromolecole funzionalizzate partendo dal design teorico del materiale. Lo sviluppo della scienza dei materiali nel settore delle acque finisce quindi per giocare un ruolo fondamentale nell’ambito dello sviluppo sostenibile e della transizione ecologica.

Grazie alla loro capacità di assorbire le sostanze inquinanti, alla loro biocompatibilità e alle proprietà magnetiche che ne permettono una estrazione controllata, le nanoparticelle si prestano a varie forme di utilizzo nella purificazione e monitoraggio delle acque, anche a livello industriale, sia all’interno di filtri che in soluzione.

Tali studi sono tanto più importanti quanto si ricordi come la richiesta di acqua sia in forte crescita a causa del costante incremento della popolazione globale. Al contempo, l’oro blu è sempre più messo a rischio da una crescente contaminazione di origine umana (diretta o indiretta), che porta all’inquinamento di laghi, fiumi, mari e risorse sotterranee. Secondo i dati diffusi dal Dott. Elia Roma “ogni anno, più di 840.000 persone muoiono a causa di malattie legate all’acqua e 750 milioni di persone non hanno accesso ad acqua sanificata”. Aggiunge il dottore: “Il problema della gestione sostenibile delle risorse idriche si pone pertanto quale centrale, come anche voluto dall’Agenda 2030”.

Letizia Palmisano